Può un sintetizzatore sostituire Morricone?

L'annuncio del maestro di non voler più comporre musiche da film era già in nuce nel libro "Ennio un maestro", conversazione con Tornatore, presentato al Bifest

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A più di un mese di distanza dal Bifest, totalmente dedicato al compositore romano, giunge inattesa una notizia che ha rattristato i suoi fan: Ennio Morricone ha deciso di ritirarsi dalla scena. A novant’anni, dopo ave musicato ben 524 film, dopo i numerosi premi vinti grazie al cinema, tra cui i due oscar del 2007 alla carriera e del 2016 per la colonna sonora di The Hateful Eightdel, pellicola di Quentin Tarantino, Morricone dà il suo commosso addio al cinema, in favore della musica da camera, a cui ha continuato a dedicarsi per tutti questi anni.

Una decisione sofferta, dovuta alla delusione nei confronti dei nuovi compositori, dilettanti e facilmente sostituibili dai sintetizzatori. Una scelta che deve essere risultata ancora più amara per il grande musicista, che in tante occasioni ha dichiarato che fare delle buone colonne sonore, nonostante il duro lavoro, è un grande piacere.

Un fulmine a ciel sereno, soprattutto dopo quel memorabile 27 aprile al Bifest, il Morricone day, quando il maestro confermò tutta la sua fama di gran lavoratore, sempre pronto a mettere tutto sé stesso in quello che fa, come tutte le sue colonne sonore hanno testimoniato nel corso di una lunghissima e luminosissima carriera.

Quel giorno, al Teatro Margherita, Morricone e Giuseppe Tornatore si ritrovarono per presentare il libro “Ennio, un maestro”, un’entusiasmante conversazione sulla musica e il cinema tra due miti viventi. In realtà, chi ha avuto modo di leggere il libro, non avrà tardato a notare che il germe della delusione per il modo con cui oggi si compone musica per il grande schermo è già presente nelle dichiarazioni di Morricone. Un dettaglio che si perde tra le tante informazioni che il compositore rivela di sé, cose del tutto inedite, perfino assenti nella sua autobiografia autorizzata, pubblicata qualche anno fa.

Nel libro Morricone descrive il legame straordinario con la moglie, la sua passione per la tromba, di cui è un esperto musicista, come suo padre; gli esperimenti che ha condotto nelle sue colonne sonore, a cui soltanto un genio poteva pensare, come quello di inserire fischi e tanti suoni e rumori estranei all’orchestra, o la straordinaria macchina da lavoro messa su per il film La classe operaia va in paradiso di Elio Petri. E, ancora, la voce di Edda Dell’Orso che emana suoni armonici senza articolare le parole, come in C’era una volta il West.

Una serie di informazioni che commuovono il lettore, perchè “condite” dall’umiltà, dalla timidezza e dalla straordinaria forza di questo grande compositore. Eppure, nel bel mezzo di questo ritratto umanissimo, si scorge una delusione per il cinema di oggi e i suoi registi, eccezion fatta per Tornatore, che lui chiama affettuosamente Peppuccio. Una delusione che Morricone ha voluto trasferire nel figlio Andrea, nel quale, tuttavia, l’amore per la musica ha finito col vincere ogni dubbio o resistenza. D’altra parte come dargli torto, se si considera la bellezza di motivi come quelli ideati da Andrea per Nuovo Cinema Paradiso, armonizzati dal padre Ennio nella famosissima colonna sonora?

È facile immaginare la delusione di chi aveva letto il libro ed era presente all’incontro del Bifest col maestro, con in mano il volume rovinato per le eccessive letture o per i post-it colmi di domande e curiosità!

È davvero difficile immaginare dei film senza le colonne sonore di Morricone; ancora più difficile pensare ad un futuro senza compositori superbi e, al contrario, ricco di sintetizzatori. Nessun dilettante o sintetizzatore può dare vita a capolavori impareggiabili come quelli di Morricone. Intanto, consoliamoci ascoltando le sue straordinarie colonne sonore, in grado di trasportarci in dimensioni dello spirito, senza barriere e senza tempo. Sempre che il maestro con ci ripensi, e voglia consegnarci qualche altra sua straordinaria composizione.

Nella foto in alto, Giuseppe Tornatore ed Ennio Morricone al Bifest