“La mia forza? Il sostegno dei miei cittadini”

Il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, si dice fiducioso che +Europa e Italia in Comune superino il quorum e che per lui si aprano le porte di Strasburgo

737
0
CONDIVIDI

“Mi candido perché 120 amministratori locali, iscritti a Italia in Comune, hanno visto in me l’uomo adatto per affrontare le elezioni europee: un’autentica occasione di crescita per il partito”. Comincia così Michele Abbaticchio, uno dei volti più noti su cui la lista +Europa Italia in Comune ha deciso di puntare per l’imminente tornata elettorale.

Il sindaco di Bitonto, vicecoordinatore nazionale del “partito dei sindaci”, scende in campo per la sua prima battaglia politica al di fuori dei confini cittadini, candidato per la Circoscrizione Sud, che comprende, oltre la Puglia, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Calabria.

Una scelta, certo, impegnativa per l’homo novus della politica bitontina, che ha ricoperto la carica di primo cittadino nel quinquennio 2012 – 2017 e nel 2017 è stato rieletto con il 60% dei consensi. Un exploit di 18.566 preferenze che ha consentito ad Abbaticchio di tornare ad indossare la fascia tricolore senza ricorrere al ballottaggio, ma che se anche dovesse riconfermarsi in tutta la sua ampiezza, potrebbe rivelarsi insufficiente ad assicurargli un posto nel parlamento di Strasburgo. La sua lista, comprende due realtà (+Europa e Italia in Comune) di recente formazione: la prima, capeggiata dall’ex radicale Emma Bonino, nata in occasione delle politiche 2018, quando ottenne il 2,5% di preferenze; la seconda, il partito di Federico Pizzarotti, ha festeggiato proprio in questi giorni un anno di vita e si ritrova al suo primo appuntamento di caratura nazionale.

Non è facile pensare che i due movimenti, benché cresciuti notevolmente nel corso degli ultimi mesi, possano riuscire nell’impresa di superare la soglia di sbarramento del 4%, fondamentale per poter inviare propri rappresentanti a Strasburgo. Ma gli ultimi sondaggi attestano la lista vicina al quorum, e il sindaco Abbaticchio si dichiara fiducioso: “Riusciremo a superare ampiamente la soglia del 4% e il progetto avviato con +Europa potrà proseguire in futuro, posto che il nostro partito ha tendenze fortemente identitarie e possiede una diversa organizzazione”.

+Europa e Italia in Comune saranno impegnati, dunque, a strappare il maggior numero possibile di consensi alle corazzate della Lega e del Movimento 5 Stelle, e decisivo sarà il risultato che i volti di spicco della lista riusciranno a conseguire nelle proprie città. Ecco perché si mostra decisamente calzante la scelta di affidarsi a personaggi di rilievo della politica locale, come Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto e vicesindaco metropolitano, e Alfonso Pisicchio, assessore regionale pugliese, chiamati a ottenere più consensi in un’area, quella barese, dove registrano maggiore fiducia da parte degli elettori. Una stima su cui il primo cittadino di Bitonto punta fermamente: “Credo, in realtà, di riuscire ad ottenere consensi anche fuori dall’area metropolitana di Bari, perché ho avuto esperienze personali e professionali in altre province e perché la rete di Italia in Comune è forte anche in altre zone come Brindisi, Taranto e Foggia”.

Il cammino verso Strasburgo rimane, tuttavia, in salita. Ma se il vicecoordinatore di Italia in Comune dovesse riuscire nel suo intento, si vedrebbe costretto ad abbandonare la carica di sindaco tre anni prima della scadenza prevista, poiché i due incarichi sono incompatibili.

Bitonto, così, si ritroverebbe teatro di una nuova campagna elettorale che terminerebbe, verosimilmente, con il voto nella primavera 2020. In tal caso, il centrosinistra locale – oggi quasi interamente al fianco di Abbaticchio – si ritroverebbe nella necessità di cercare una personalità in grado di prendere il posto dell’attuale primo cittadino. Una scelta certo non semplice. Ma il futuro politico locale non impensierisce l’attuale sindaco: “Quando si crea un progetto politico serio, come crediamo di aver fatto noi in questi anni di amministrazione, non è difficile immaginare che questo possa proseguire sulle gambe di altre personalità. In ogni caso non abbandonerei mai la mia città qualora dovesse avere ancora bisogno di me”.

“Chi verrà dopo di me dovrà confrontarsi con nuove realtà e approcci più consoni – prosegue Abbaticchio – come l’essere attivo sui canali social, rispondere ed aggiornare costantemente i cittadini, sopperendo alle carenze di comunicazione tra istituzioni e questi stessi. Credo che occorrerà trovare qualcuno dotato di grande energia fisica e con voglia di spendersi a trecentosessanta gradi”.

“Per far sì che la mia candidatura possa essere definita un successo è necessario che si raggiunga quota 20.000 consensi in tutta la circoscrizione”, spiega Abbaticchio, che in quest’occasione potrà tastare la reale portata della rete costruita nei sette anni appena trascorsi. Un obiettivo di certo oneroso, che in città non si coglie dall’elezione di Giovanni Procacci alle europee del 1999. Vent’anni fa, Procacci si candidò con “I Democratici”, che con il loro 7,73% di voti riuscirono ad ottenere sei seggi: tra questi, uno spettò al candidato bitontino, forte di 25.339 voti nella Circoscrizione Sud, secondo in graduatoria solo ad Antonio Di Pietro. Nel 2004, l’europarlamentare riprovò a raggiungere Strasburgo con il listone “Uniti nell’Ulivo”, antesignano del Partito Democratico, e che univa sotto lo stesso simbolo – tra gli altri – i Democratici di Sinistra e La Margherita. Il partito fu il primo nel Paese con il 31% dei voti, ma Procacci non riuscì a centrare l’obiettivo nonostante i suoi 95.148 consensi, di cui 28.918 provenienti dalla sola provincia di Bari. Trovò spazio nell’europarlamento solo dopo le dimissioni di Michele Santoro.

Sono numeri importanti quelli su cui bisogna contare per ambire ad una poltrona nel  parlamento europeo; tuttavia, è utile rammentare che, nel 2004, il contesto politico italiano era parecchio difforme dall’attuale: il listone di Procacci riuscì a superare anche Forza Italia – che proprio in quegli anni stava attraversando il periodo di maggior splendore – e contava sulla presenza di personalità autorevoli come D’Alema, Bersani, Santoro, Zingaretti. Nomi di certo più popolari rispetto ai colleghi di Abbaticchio, di cui – oltre ai già citati Pizzarotti e Bonino – ben pochi davvero noti sullo scenario nazionale e, comunque, inseriti in una lista più giovane e debole.

Ma è proprio sulla freschezza del progetto portato avanti da +Europa – Italia in Comune che il sindaco di Bitonto ha deciso di puntare: “Sarebbe una ghiotta possibilità per Bitonto eleggere un candidato che negli ultimi anni è sempre stato vicino ai cittadini. Si manderebbe in Europa una persona esperta in diritto comunitario e, a tal proposito, credo che le istanze del territorio rivolte ad una maggiore ricaduta occupazionale debbano essere attuate attraverso gli strumenti a disposizione dell’Unione Europea”.

La battaglia che vale il prestigioso ingresso all’assise di Strasburgo è giunta quasi al termine e per il braccio destro di Pizzarotti, Michele Abbaticchio, si avvicina sempre più il momento della verità. E, tuttavia, per Abbaticchio il futuro non sarà sempre la politica: “Non credo che continuerò a fare attività politica fino alla pensione. Sto svolgendo un servizio, cercando di dare risposte ai cittadini e, soprattutto, provando ad attribuire a Bitonto un ruolo di regia nazionale all’interno di una forza importante come Italia in Comune. Dopo vorrei tornare a fare quello che facevo prima: il dirigente pubblico. Ma non riesco ad immaginare il mio futuro senza pensare alla mia città”. “Se non dovessi essere eletto alle europee, non credo che mi impegnerei in altre candidature a livello sovracomunale prima della conclusione del mio mandato da sindaco”, conclude.