“Le mie canzoni per un cosmo di umanità”

Nannoni Bertelli, già al Bitontosuite con il progetto "Newton e le donne", dà alle stampe "Pierfrancesco", il nuovo album interpretato da Giusy Signoretta

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Il sodalizio artistico, quando coincide con quello della vita, può raggiungere apici d’intesa tali da renderlo un’autentica rarità. I casi sono diversi ma, anche fra le proposte indipendenti di canzone d’autore, capita di incontrare unioni particolarmente riuscite. Dalle nostre parti, in occasione di Bitontosuite, il festival per cantautori promosso dalla VS Artlab, appuntamento di rilievo per la canzone italiana, sono passati di recente due artisti provenienti dalla Toscana.

Lui fiorentino di nascita e lei di adozione, ma di origini calabresi, il duo si è proposto con un progetto musicale dal nome curioso: Newton e le donne. Non stiamo parlando del grande scienziato del passato, “inventore” della forza di gravità ma di un sornione gatto rosso, abituale frequentatore dello studio dove i due artisti registrano le loro opere inedite. Le “donne” sono, infatti, le note musicali che il  quadrupede felpato mostra di gradire particolarmente.

“Newton e le donne” è oggi diventata una firma discografica su produzioni originali. Da poco è stato inciso e stampato un album composto da brani di Pierfrancesco Nannoni Bertelli interpretati da Giusy Signoretta, voce che sostiene al meglio le intenzioni cantautorali delle composizioni proposte. Otto canzoni che attraversano un mondo contaminato da più generi e indirizzato, dal personale studio del compositore fiorentino, verso singolari forme espressive.

In questo lavoro i due artisti, pur rimanendo separati nella loro individualità, manifestano un comune sentire, esprimendo al meglio, l’una, il linguaggio musicale dell’altro. L’album, dal titolo Pierfrancesco si presenta con una grafica astrale, quasi a rappresentare la totale apertura del loro progetto all’illimitato universo, dove le stelle sono un codice di sogni da decifrare.

Pierfrancesco Nannoni Bertelli e Giusy Signoretta presentano l’album a Firenze

Otto tracce, come un simbolo di infinito verticale, si distinguono per uno stile che non ha riferimenti se non nell’intima esperienza del cantautore che si svincola dalle tendenze per esprimere, in testi e melodie, la propria esplorazione artistica del mondo. L’album è la sintesi di un equilibrio, la sospensione lieve di generi molto diversi che Nannoni riesce a fondere in virtù di una spiccata sensibilità e una curiosità quasi felina.

Com’è illustrato nella presentazione del lavoro discografico, “elettronica e strumenti della tradizione popolare si combinano in un sound sospeso tra musica contemporanea e reminiscenze classiche, influenze pop-rock e ricerca sonora”.

Il concerto all’Hard Rock Café

E la scelta di Pierfrancesco e Giusy di presentare l’album all’Hard Rock Cafè di Firenze con una piccola orchestra è la conferma dell’originalità di un progetto che spazia e spiazza per la capacità di astrarsi senza perdere l’identità. Riflessioni sulla vita che si immergono nelle profondità dell’anima, condizioni dello spirito che trascendono le esperienze per raggiungere valori universali. L’impronta artistica del cantautore fiorentino si completa con la veste grafica dell’album, anch’essa fuori dall’ordinario commerciale: il disco è inserito in un dipinto che ne completa il disegno di copertina. Pierfrancesco Nannoni Bertelli è, infatti, un artista che realizza quadri ispirati al cosmo usando led e fibra ottica.

In questo allineamento stellare di pensiero e sentimento, la vita è una traccia di melodie da leggere e parole da ascoltare, magari attraverso lo sguardo lucente e il passo leggero di un gatto.

Nell’immagine in alto, un particolare dalla copertina dell’album “Pierfrancesco”