Si cercano idee per il cuore, a tre piazze, di Bitonto

Con l'architetto Nicola Parisi, autore di uno studio sull'argomento, il punto sul progetto dell'amministrazione per la riqualificazione del centro cittadino

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Il cuore di Bitonto è a tre piazze. Il complesso sviluppo spaziale, unico nel suo genere, caratterizza l’impostazione urbana, rappresentando un nodo cruciale per la viabilità e, soprattutto, per la facies della città.

Queste tre agorà bitontine, formatesi in differenti epoche, portano in sé importanti memorie e rappresentano il centro pulsante. Oggi, però, sono in uno stato di particolare confusione per quel che concerne l’organizzazione spaziale e l’aspetto estetico complessivo.

Piazza Cavour è il “salotto” all’interno del nucleo antico, tornata ad essere fulcro sociale grazie alla pedonalizzazione e all’avvio di attività commerciali, oltre che alla presenza di importanti poli culturali. Ad oggi, è il luogo che ha acquisito una connotazione rinnovata e identificabile, dopo anni di interventi che ne hanno definito gli ambiti, riscoprendo strati storici ed eliminando quasi del tutto il traffico veicolare.

L’ingresso al centro antico di Bitonto verso piazza Cavour, vista simbolo della città

Piazza Marconi, nota con l’appellativo popolare di “frisola” per il disegno a padella della sua area pedonale, da un lato dimostra la sua età, per la pavimentazione in pietre e l’altezza degli alberi, dall’altro è invasa da una serie di elementi di arredo e di segnaletica stradale, che ne camuffano l’identità storica, ma soprattutto è oppressa dai parcheggi distribuiti tutt’attorno e dalla sosta degli autobus di linea.

Piazza Aldo Moro, l’antica piazza Margherita, la “villetta”, è oggi un’ampia pavimentazione cementizia, contornata da lecci con qualche panchina di ferro sverniciato, una specie di esteso marciapiede che risveglia nostalgie da ventesimo secolo, molto simile a tante altre piazze dei centri pugliesi. Anch’essa nel suo perimetro è tormentata dalle autovetture, soprattutto nelle ore di punta.

All’intersecazione di questi spazi, subito oltre Porta Baresana, un altro spartitraffico, con una rotatoria di recente realizzazione, rimarca l’anonimato del contesto e, comunque, evidenzia la scelta di rinviare a un tempo da definirsi la risoluzione progettuale di un punto nevralgico e rappresentativo per la città.

Piazza Aldo Moro

Ora, però, è forse giunto il tempo di affrontare questo tema o, quantomeno, di acquisire contributi per future scelte che possano mettere ordine, nel pieno rispetto della storia, in un luogo così importante per Bitonto. È recente, infatti, la decisione dell’amministrazione di bandire un concorso di idee (sono a disposizione 70mila euro) focalizzato proprio sulle tre piazze centrali. Si attende la stesura del bando che, oltre ad essere in linea con le normative vigenti, si spera dia spazio adeguato ai progettisti e, soprattutto, vada incontro alle aspettative dei cittadini, fortemente legati a questi luoghi. Ricordiamo bene la rumorosa contestazione che si sollevò qualche anno fa per impedire l’avvio dei lavori per il parcheggio interrato in piazza Aldo Moro.

Ed è proprio da una riflessione su quella vicenda che l’architetto Nicola Parisi, docente al Politecnico di Bari inizia il suo saggio introduttivo alla pubblicazione “Smart, quale futuro per le città?”, pubblicato per la collana “Fare paesaggi” delle edizioni Aracne. Il libro racconta gran parte delle azioni messe in campo durante la recente esperienza come assessore ai lavori pubblici di Parisi, oggi membro del comitato tecnico di indirizzo scientifico nel modello di governance del processo di pianificazione strategica della Città metropolitana di Bari.

L’arch. Nicola Parisi

Ci sono emergenze da affrontare per migliorare la qualità degli spazi e delle strutture ed elevare la vivibilità della città, a partire dai quartieri più marginali, seguendo una visione globale dell’abitato. Avere un centro riqualificato e accogliente rimane, tuttavia, il sogno segreto di tutti. E Parisi, agli studenti del suo laboratorio di progettazione, ha chiesto di studiare le piazze e le vie principali di Bitonto. Il lavoro sviluppato, come attuazione delle nuove strategie sul Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), è stato in mostra presso il Torrione all’inizio di quest’anno.

Nodo cruciale dei centri come il nostro è, infatti, proprio la viabilità come gestione sostenibile della mobilità, per garantire salubrità dell’aria e sicurezza alle persone. D’altronde, come spiega Parisi, oltre alle risorse per il concorso delle piazze, ci sono anche quelle per il progetto esecutivo di via Repubblica, alla quale sarà esteso il cosiddetto “traffico controllato”. Ciò significa che il transito di autoveicoli, vero male che affligge il centro urbano, sarà limitato solo a chi ha necessità di passare per quella strada come residenti e commercianti.

Vista della rotatoria centrale verso piazza Marconi

Le somme a disposizione dell’amministrazione per questi interventi sono una minima parte di una serie di risorse, molto differenziati per origine e impiego. Ci sono i fondi del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), gestiti dalla Città metropolitana, destinati ad opere quali la riqualificazione di piazza Caduti del terrorismo e del lungolama, la ciclovia extraurbana di via Cela, l’allestimento del museo presso il torrione, il recupero dell’ex macello.

Altri fondi ministeriali sono quelli del “bando delle periferie”, che prevede la sistemazione esterna di villa Sylos, la riqualificazione dell’area verde di via Berlinguer e La Malfa, la ristrutturazione del campo Rossiello. Altre somme sono destinate, infine, a interventi sulle scuole, al sottopasso di via Santo Spirito, alla fogna bianca e a lama Balice.

C’è tanto da fare, insomma, per la città. Oggi, siamo ancora in fase di avviamento delle procedure amministrative e nessuno può sapere quando e come si concluderanno. È importante che “ognuno dia il proprio contributo, evitando di innestare contrasti, al fine di ottenere i miglior risultato possibile”, sottolinea Parisi, convinto della necessità che i cittadini partecipino alla pianificazione del futuro assetto della città.

Non ci resta, dunque, che attendere segnali concreti verso una riqualificazione che oggi appare ferma a piazza Cavour e alle vie principali del nucleo antico, in una visione più ampia e comprensiva della storia e delle esigenze attuali della comunità.

Nell’immagine in alto: la tavola realizzata dagli studenti del laboratorio di progettazione tenuto dal prof. Parisi al Politecnico di Bari