Semplicemente un giallo? “Inseguire un fantasma” è molto di più

Tra intrecci familiari, scavo psicologico e colpi di scena, si legge tutto d'un fiato il nuovo romanzo di Natale Cassano, presentato al Salotto Degennaro di Bitonto

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Ultimamente è davvero difficile trovare un “bel libro”, una lettura in grado di rapire, entusiasmare e riempire l’animo del lettore di reale soddisfazione. E ci vogliono davvero fiuto e occhio nell’individuare -nella moltitudine dei volumi stampati e pubblicizzati- quel libro che ti possa regalare qualche ora di sano godimento e che, in casi rarissimi ed estremi, faccia crescere l’indomabile desiderio di rileggere il libro, alla ricerca di quegli elementi visibili soltanto ad una seconda lettura. Eppure, ogni tanto qualche lettore riesce nella titanica impresa e, allora, che fa? Vuole che anche gli altri leggano e commentino insieme a lui quel libro. In fondo, le belle letture sono un privilegio da condividere e di cui “urlare” ai quattro venti!. “Inseguire un fantasma” è senz’altro un romanzo che entusiasma, rapisce e si legge tutto d’un fiato, in poche ore.

Impossibile staccare gli occhi dalle pagine. Una scrittura matura e consapevole di un autore, come lo scrittore barese Natale Cassano, che conosce bene il peso delle parole, grazie al suo lavoro di giornalista. Può, infatti, vantare, oltre ad una laurea in lettere, conseguita all’università “Roma Tre”, due master in giornalismo nonché la frequentazione della scuola di giornalismo dell’università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. Ha lavorato presso Mediaset e l’agenzia di stampa video Zoomin Tv e, attualmente, collabora con il quotidiano La Repubblica-Bari ed è redattore della testata BariToday.

“Inseguire un fantasma”, il suo secondo romanzo, è stato presentato qualche giorno fa presso il salotto letterario “Degennaro”, nel centro antico di Bitonto, di fronte allo splendido eatro Traetta. A dialogare con lo scrittore, il giornalista Marino Pagano, dotato di profonda sensibilità letteraria e collaboratore di diverse testate, tra cui la nostra.

Il romanzo è stato definito un noir, un thriller, un giallo, ma, in realtà, è molto di più e affibbiargli un genere significa rinchiuderlo in un insieme di caratteristiche che, come ogni buon libro, sono insufficienti a descriverlo compiutamente. È un libro basato sulla ricerca, sull’indagine di un passato sconosciuto, di una madre assente, di una sorella, e sulla scoperta di una realtà diversa, che mette a tacere i fantasmi di un presente doloroso e vacuo per il protagonista Giovanni, un personaggio deliziosamente umano. Il lettore si immedesima sin da subito in lui, perché rivede nel suo vuoto e nella sua rabbia molto anche di sé stesso e se inizia a odiarlo è perché, come il protagonista stesso, non sopporta neppure molto sé stesso, magari, perché in un momento assai particolare della propria vita.

Natale Cassano

Nel corso del romanzo, passato e presente si intrecciano e, talvolta, si confondono, lasciando che la verità si nasconda nelle pieghe del tempo, tra le quali resta ad attendere il momento giusto per rivelarsi e svelarsi. Ma, una volta palesatasi, la verità getta luce sul passato e sul presente stesso, rendendo più semplice la comprensione di eventi valutati erroneamente in un primo tempo, forse a causa di un’occhiata fin troppo fugace e rabbiosa.

E perfino il padre di Giovanni, così odiato dal protagonista, viene rivalutato e visto in maniera totalmente differente e, così, le sue scelte, le sue azioni, il suo malcelato dolore. E, se le bugie sono in grado di dividere, la verità unisce tutti coloro che sono coinvolti nella sua ricerca, conducendo Giovanni e sua sorella gemella Clara in città diverse e facendogli ritrovare pezzi perduti di un passato tutto da ricostruire. Il risultato è un romanzo ben fatto e pieno di riferimenti letterari e storici, capace di entusiasmare anche il lettore più esperto.

Come ha testimoniato il pubblico intervenuto alla presentazione del libro, uscito dal salotto letterario con un sorriso soddisfatto sul volto e la certezza di aver fatto un ottimo acquisto. E, chissà se qualcuno, sentendo così tanto parlare di Bari e di un protagonista che mangia il panzerotto o corre sul lungomare o si reca alla cattedrale di San Nicola, non abbia preso il treno o la macchina e si sia fatto un giro tra le strade del capoluogo «di quella complicata regione che risponde al nome di Puglia», come scrive Natale Cassano nelle prime pagine del suo ottimo romanzo.