Dalla cultura alla coltura dell’olivo

La tradizione e l'innovazione dell'agricoltura pugliese attraverso i seminari, le mostre e le lezioni sul “campo” del progetto Olea a Bitonto

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Un progetto tra storia del territorio, coltura dell’olio e relativa, antica cultura. Storia, scienza, natura, economia. Tanti i risvolti di un progetto, accolto con esito positivo (dunque con finanziamento) da parte della Regione Puglia, proposto da un’Ats (Associazione temporanea di scopo) formata da Ulixes scs (capofila), Università degli Studi di Bari (Disum – Dipartimento di Studi Umanistici), Thesis srl e Consorzio Social Lab. “Olea cultura dell’olivo e cultura dell’olio d’oliva in Terra di Bari”: questo il nome del progetto, con l’acronimo Olea (Oil Learning Experience in Apulia). Il bando quello Fsc, Fondo di sviluppo e coesione 2014/2020 dell’Unione Europea-Patto per la Puglia.

Convegni, mostre, lezioni sul “campo” (è il caso di dire), insomma il recupero dell’atavica tradizione agricola del territorio pugliese, con particolare riferimento all’area a nord di Bari.

Ben ventisei i partner dell’iniziativa, tra cui anche noi di primopiano.info. Se ad ottobre 2018 un importante convegno ha avuto luogo a Bitonto, ecco in queste settimane, sempre nella città dell’olio, corsi riservati agli agricoltori sulle acquisizioni tecnico-igienico-normative più rilevanti degli ultimi tempi. L’obiettivo promuovere la conoscenza diffusa, la consapevolezza identitaria e la fruizione, per così dire, “smart” della cultura dell’olio d’oliva nel comparto del nord barese, secondo modalità aperte ai temi storici, artistici, tradizionali, religiosi ed etnoantropologici, in proficua dialettica tra antico e contemporaneo.

Ben tre le annualità previste, con responsabili scientifici Massimo Bignardi (curatela artistica delle manifestazioni espositive), Chiara Cannito (responsabile dell’impianto didattico e del piano tecnico-logistico), Custode Silvio Fioriello (coordinatore e consulente per i contenuti tematici e le proposte didattiche di profilo storico e archeologico, nonché curatore scientifico di seminari e convegni), Nicola Pice (curatore dei contenuti didattici a carattere storico-demologico e referente del museo archeologico della fondazione De Palo-Ungaro di Bitonto) e Liliana Tangorra (coordinatrice sia dell’impianto didattico sia del piano tecnico-logistico).

Svolta con grande successo, al momento, la prima annualità delle tre previste. Tra le varie iniziative, si è partiti ad ottobre, come già detto, con un importante convegno, animato da ricercatori, docenti e professionisti, nel quale è stato possibile condividere percorsi tematici e formativi nuovi, o poco frequentati, su cui focalizzare l’indagine nei prossimi due anni. Qualificate relazioni in cui il sapido vincolo che lega la nobile produzione agricola pugliese alle terre e alle comunità protese su un orizzonte di respiro mediterraneo è stato ben esplicitato.

Significativamente partecipati, poi, i corsi nelle scuole, con veri e propri laboratori in cui gli studenti hanno toccato con mano il lascito antico dei “segni” delle nostre colture, e immaginato il futuro di una terra che proprio nell’agricoltura può travere nuove e più proficue occasioni di sviluppo. Entusiasmanti gli eventi espositivi sul tema olivicolo (Ole@ArtOil e Ole@ArcheologicOil), con selezione di opere di artisti pugliesi e nazionali, già presenti nei musei delle istituzioni partner del progetto.

Assolutamente da citare, per il successo riscontrato, il corso teorico-pratico di potatura e innesto dell’olivo, tenuto da docenti del dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali dell’università di Bari, in collaborazione con esperti del settore. Lezioni in cui si è fatto cenno anche alla complessa e delicata materia afferente la prevenzione da “CoDiRo” (il flagello della xylella, ahinoi).

Il corso, coordinato dal prof. Salvatore Camposeo, docente di Arboricoltura generale e olivicoltura all’università di Bari, si è avvalso del patrocinio del Comune di Bitonto, assessorato allo Sviluppo rurale, e della segreteria organizzativa delle Officine Culturali.

“Quella agricola è una cultura che si tramanda di generazione in generazione, attraverso usanze e riti antichi. L’aggiornamento è fondamentale ai fini di una maggiore e nuova consapevolezza, anche critica, del lavoro nei campi”, spiega il prof Camposeo, particolarmente soddisfatto della partecipazione e dell’attenzione da parte degli agricoltori del territorio.

“Iniziative come queste, in cui è possibile ascoltare la voce diretta del mondo agricolo pugliese e barese, sono determinanti non solo per il mondo del lavoro ma anche per quello accademico”, ha proseguito. Tutti i dettagli sul progetto “Olea”, sulle tre annualità, sui momenti di confronto e dibattito, sui laboratori, sono sul sito www.cooperativaulixes.it.

Nelle immagini: il corso di potatura e innesto degli ulivi, nell’ambito del progetto Olea (foto Michele Tullo)