La legge sulla bellezza, promessa di felicità

Con un tour tra le comunità per raccogliere proposte e individuare le brutture che mortificano il territorio, prende l'avvio l'iter per la nuova normativa regionale

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“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. Con queste parole di Peppino Impastato è stato inaugurato, presso la sede della Città Metropolitana a Bari, “Il tour della bellezza”.

Prima tappa di un percorso finalizzato all’istituzione in Puglia di una legge che conservi, tuteli e valorizzi la bellezza del territorio, il benessere della persona e la felicità delle comunità locali. Una vera e propria Legge della Bellezza, un unicum in Italia, che affonda, però, le sue radici in un provvedimento proposto già nel lontano 1922 da Benedetto Croce, all’epoca ministro dell’Istruzione.

Quella del noto filosofo era una legge ispirata ai Rescritti Borbonici del 1841, 1842 e 1843 e tendeva a tutelare solo le “bellezze naturali panoramiche” e i “paesaggi di grande interesse”. Un concetto di bellezza, che venne poi ripreso nella Legge Bottai del ‘39 per salvaguardare quelle bellezze naturali paragonabili a dipinti, afferente all’ambiente geofisico ma non a quello antropico. Di conseguenza, la cultura delle comunità locali, nonché il paesaggio agrario, erano completamente esclusi da un programma di tutela per il quale bisognerà attendere la legislazione europea ed italiana successiva agli anni ’70.

Solo in seguito a quest’ultima, si affermò l’idea ecologica di bellezza diffusa a partire dall’ambito della cultura contadina, messa, tuttavia, in discussione dall’avvento della globalizzazione. Il processo di omologazione paesaggistica insito in essa, infatti, altro non fa che distruggere la bellezza delle campagne e delle città aggredendola con l’installazione di capannoni industriali, impianti energetici, centri commerciali.

Castel del Monte e il centro antico di Polignano a Mare, due perle del paesaggio pugliese

“Detrattori di bellezza” li definisce il manifesto per la legge regionale recentemente pubblicato dall’assessorato alla Rigenerazione urbana e al Territorio della Puglia, ovveromonumenti alla bruttezza, alla volgarità, alla mancanza di equilibrio e di grazia”. Restituire, dunque, alla Puglia la sua bellezza attraverso l’introduzione di un regolamento regionale è la mission della legge recentemente proposta.

“Per iniziare questo percorso -spiega l’assessore alla Pianificazione territoriale, Alfonso Pisicchio- avevamo due strade: portare direttamente il testo nelle sale del consiglio regionale oppure iniziare una discussione sul territorio. Abbiamo scelto la strada più complessa ma più entusiasmante perché in questo tour saranno le comunità, le associazioni, il mondo degli stakeholders a dirci come raggiungere la bellezza eliminando tutti i detrattori, tutti i non luoghi che non contribuiscono di certo alla crescita dei territori”.

Ad essere conservata e valorizzata non sarà più soltanto la bellezza paesaggistica e architettonica, già tutelata dalle leggi vigenti, ma anche quella insita nelle identità dei vasti territori pugliesi. A preservarla saranno le stesse comunità locali, insignite di una forte responsabilità verso il “bello” del proprio paesaggio. Da parte sua l’assessorato, in collaborazione con scuola e università, intende ricostruire le numerose identità territoriali della Puglia.

L’assessore regionale Alfonso Pisicchio (a sin.) e il Sindaco di Bari Antonio Decaro (al centro) durante la Giornata della Bellezza svoltasi a Bari

Ben sette titoli e ventitré articoli, sono i numeri della proposta di legge le cui linee guida sono state elaborate da un apposito comitato tecnico-scientifico. Sarà, dunque, un’equipe di giuristi, ingegneri, architetti, antropologi, economisti, storici dell’arte a monitorare l’andamento complessivo dell’applicazione della stessa legge. Basandosi su un elenco di buone pratiche, quest’ultima definisce una “Carta della qualità delle architetture e del paesaggio” che ciascun comune dovrà adottare all’interno del proprio regolamento edilizio.

Il vaglio della rispondenza dei progetti ai criteri della qualità urbana sarà, invece, affidato alle cosiddette “Commissioni per la qualità delle architetture e del paesaggio”. Sotto l’ala protettiva della Legge sulla Bellezza finiscono, inoltre, anche le periferie urbane attraverso la programmazione di operazioni di vero e proprio “rammendo”: la trasformazione degli “scarti urbani” in modelli di inclusione e di ospitalità ecologica, cooperativa, interculturale.

Un processo attivabile grazie alla creazione di orti urbani, giardini delle arti, aule didattiche all’aria aperta, spazi comuni per la socialità. Il progetto di legge gode già dell’approvazione del sindaco Antonio Decaro, che annuncia l’attivazione da parte della Città Metropolitana di un percorso di abbellimento dei 41 comuni, attraverso l’introduzione di opere d’arte a cielo aperto nei piani di riqualificazione. La Puglia fa un salto in avanti e si distingue, dunque, riconoscendo, come Stendhal, nell’idea di bellezza, una “promessa di felicità”.

Nell’immagine in alto, la grafica delle Giornate della Bellezza