Imparare ad “ascoltare”, la lezione del maestro Bosso

Il grande direttore d'orchestra ospite di MusicaLex, l'iniziativa degli avvocati baresi per raccogliere fondi a favore degli studenti più bisognosi

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Ascoltare è fondamentale per ogni musicista e ascoltarsi reciprocamente ancora di più, sia sul palco, ove ogni musicista non può lavorare prescindendo da ciò che fanno gli altri, sia nella vita quotidiana, dove questa attitudine mi sembra stia scemando sempre più a fronte di un’invadente tendenza al solipsismo”.

Risponde così il maestro Ezio Bosso alla prima domanda di una di quelle interviste che, alla fine, lascia senza fiato qualunque giornalista. L’occasione di cogliere una memorabile lezione di vita dalle parole del grande compositore e direttore d’orchestra torinese si è presentata qualche giorno fa.

Invitato dall’ordine degli avvocati di Bari, il maestro è stato padrino di un evento organizzato nell’ambito del progetto “MusicaLex”, che si propone di sostenere gli studenti meno abbienti attraverso la musica. Donare strumenti musicali a due scuole medie di Bari, “Amedeo d’Aosta” e “Nicola Zingarelli”, è un primo passo in questa direzione. Un passo che sarà compiuto grazie ai fondi raccolti con il concerto di beneficenza che nei giorni scorsi ha incantato, fino agli ultimi palchi, gli spettatori del Petruzzelli.

Imparare ad "ascoltare", la lezione del maestro Bosso
Foto ©Musacchio&Ianniello

A conferire una speciale attrazione a quel palcoscenico è stato il maestro torinese, testimone ufficiale, per l’anno in corso, della Festa europea della musica. Sorriso smagliante, completo nero dall’eleganza intramontabile, bacchetta alla mano, Ezio Bosso, da autentico mago della scena, ha compiuto il più bello degli incantesimi. Sotto la sua eccellente direzione, l’orchestra sinfonica della città metropolitana ha iniziato a suonare, aprendo il concerto con l’Ouverture dal “Don Giovanni” di Mozart.

“L’importanza nella musica, in ciò che faccio e sono, mi è stata insegnata soprattutto da Claudio Abbado che per primo ha insistito sul valore dell’ascolto spesso trascurato anche da chi proprio non potrebbe farne a meno, cioè noi musicisti. Il valore in assoluto dell’ascolto dovrebbe essere intuitivo e mai discusso, ma oggi sembra invece importante ribadirlo ad ogni occasione”, chiarisce il maestro.

Un tema, quello dell’ascolto, sul quale Bosso, durante il suo recente soggiorno barese, ha tenuto una lectio magistralis, fondamentale preludio al concerto al Petruzzelli, in cui l’ascolto ha fatto da padrone, immergendo totalmente il pubblico in un vortice di emozioni che, partendo dall’udito, ha coinvolto tutti i sensi.

Imparare ad "ascoltare", la lezione del maestro Bosso
Foto ©Musacchio&Ianniello

Conoscere il linguaggio musicale significa conoscere una lingua in più e, inoltre, esercitare l’attenzione, l’ascolto, la disciplina, tutte cose fondamentali anche per quei bambini che da grandi faranno tutt’altro. Ogni iniziativa che porti sostegno all’educazione musicale mi vedrà sempre convintamente favorevole”, ha spiegato Bosso.

Parole che sottolineano il costante impegno del famoso direttore d’orchestra nella didattica e nel sociale. Un aspetto confermato dal ruolo che Bosso riveste in qualità di testimone e ambasciatore internazionale dell’associazione Mozart14, eredità ufficiale dei principi sociali ed educativi del maestro Claudio Abbado.

Non a caso il nome del genio musicale austriaco è stato rievocato nelle prime note di un concerto che, apertosi con l’opera mozartiana, ha poi visto il maestro Bosso posare per poco la sua bacchetta e sedere al pianoforte. Nelle vesti di “pianista all’occorrenza”, così come lui stesso ama definirsi, ha regalato al pubblico la toccante esecuzione, nonché sentita interpretazione, di alcune delle sue più celebri composizioni.

Imparare ad "ascoltare", la lezione del maestro Bosso
Photo by Guido Harari

Travolgente mix di dolcezza ed energia, “Split” e “Rain”, sono i brani per piano e orchestra con cui Bosso si è esibito dinanzi alla platea del Petruzzelli. Suggestive variazioni sinfoniche che traggono ispirazione da un poetico universo simbolico a cui il maestro è solito attingere nelle sue composizioni, quello dei segni stradali nella prima, i fenomeni metereologici nella seconda. Dirigere, comporre e suonare, sono le tre direzioni lungo cui si muove la carriera di questo grande artista, capace di toccare le corde più intime dell’animo umano tanto con la sua musica quanto con le parole.

Il pianoforte è fondamentale come strumento per un direttore d’orchestra. Un tempo all’accademia era obbligatorio suonarlo, così come uno strumento d’orchestra e cantare nel coro. Per me è sempre stato un momento privato, famigliare, intimo, pubblico solo per caso o all’occorrenza”. Così Ezio Bosso spiega il suo rapporto con quei tasti bianco-neri che ad ogni suo tocco sembrano prender vita. E continua spiegando l’importanza che per lui riveste il momento della composizione: “anch’essa è fondamentale, un direttore che non sa scrivere almeno una fuga a quattro voci e non conosce l’orchestrazione non è un direttore!”

E sembrerebbe che d’ impugnare quella ‘magica’ bacchetta oggi il maestro Bosso non potrebbe proprio farne a meno. “Ciò a cui non vorrei mai rinunciare -dichiara– è la direzione, che è sempre stata la mia vocazione più profonda e a cui sono giunto dopo tanto lavoro, disciplina e gavetta”. Un ruolo che gli si addice alla perfezione: guida sicura per ogni musicista, maestro di vita per tutti noi.

Nell’immagine in alto, Ezio Bosso mentre dirige (photo by Flavio Ianniello)