“Traduco in musica i suoni del mondo”

Ares Krieger, giovane dj e produttore bitontino, al lavoro tra sonorità ambient, psichedelia e trip hop, per il suo nuovo disco "Cryger"

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Torna alla carica Ares Krieger, giovane dj e produttore bitontino, ora al lavoro sul suo nuovo disco, Cryger. Ares Krieger è il nome d’arte del ventiseienne Gaetano Mongiello, disc jockey dall’età di quindici anni. Al suo attivo già diverse produzioni, disponibili su varie piattaforme di distribuzione online. Dopo l’esordio con la techno minimale Noises, ha virato verso le sonorità dell’ambient, della psichedelia e del trip hop.

Cosa rappresenta la musica per Ares Krieger?

La musica è il modo migliore per esprimermi, per comunicare attraverso i suoi suoni e, molte volte, rispecchia il mio stato d’animo.
Spesso è anche una valvola di sfogo, un modo per non farsi trascinare dai pensieri negativi o dalle ansie quotidiane. Quando produco musica cerco sempre di dare il meglio di me stesso, nella consapevolezza che posso raggiungere risultati ogni giorno più alti. Certo, si tratta di una strada in salita: così, accetto che la mia famiglia mi solleciti a restare con i piedi per terra, a non fantasticare troppo e, allo stesso di tempo, a lavorare duro per crescere musicalmente.

Quale è il rapporto di Ares Krieger con la natura?

Ho un rapporto molto profondo con la natura. In molte produzioni, infatti, è possibile ascoltare il rumore della pioggia, del vento, delle onde del mare, dei tuoni. Mi piace catturare i suoni del mondo che mi circonda e trasferirli nelle mie melodie. Adoro la solitudine, amo la natura e non mi dispiacerebbe perdermi in un bosco, magari sotto un cielo grigio che prepara una tempesta, mentre in lontananza intravedo lampi e ascolto il rumore dei tuoni.

Adoro viaggiare, anche se si tratta solo di pochi giorni; mi aiuta molto a respirare un’aria diversa e ad ampliare i miei pensieri. Lo scorso aprile sono stato in Germania assieme alla mia ragazza, per andare a trovare i parenti. Non c’era modo migliore di catturare magnifici paesaggi e riportarli sotto forma di musica. E proprio lì ho realizzato il video di Aurora Borealis, inserendo nel video un’alternanza di colori mentre giravo in macchina in un caldo pomeriggio di aprile. La natura è qualcosa di straordinario, non dobbiamo limitarci solo ad osservarla; dobbiamo saper vivere al suo interno.

Quanti sacrifici comporta il dedicarsi alla musica?

Produrre musica richiede tempo, dedizione e anche molta pazienza. Lavoro come cameriere solo nel fine settimana, mentre durante la settimana frequento un corso serale all’Istituto alberghiero di Bari. Per questo motivo non ho tutto il tempo necessario da dedicare alla musica.

Produco generalmente a notte fonda, e forse il silenzio e il buio sono due fattori fondamentali per la mia musica, contribuendo a creare anche un’atmosfera giusta. Solitamente lavoro da mezzanotte alle tre del mattino, e questo solo per creare almeno la base e il primo drop, per poi concludere dopo una settimana, tra masterizzazione e mix.

Credo sia importante il fatto che il mio lavoro mi faccia stare a contatto con la gente: mi aiuta molto a comprendere come dare il meglio di me stesso ma, soprattutto, come avere un cliente soddisfatto. Allo stesso modo, quando produco cerco sempre di realizzare qualcosa che a me piace e che in qualche modo rende piacevole l’ascolto alle persone che mi seguono. Non ho seguito nessuna scuola di musica, purtroppo, anche se mi sarebbe piaciuto molto. All’origine di tutto ciò che faccio c’è l’ascolto di tanta musica e di ogni tipo, cercando di trarre quanta più esperienza possibile dall’ascolto.

Cosa puoi anticiparci del nuovo disco in arrivo?

Dopo l’ultimo album, Purple Vol. 2, ho deciso di prendermi una piccola pausa per mettere in chiaro le idee. Il nome del nuovo album sarà Cryger e al suo interno vi saranno produzioni techno che ricordano da dove sono partito, insieme a produzioni sperimentali e trip hop, ovvero l’influenza che ha avuto su di me questo genere in questi ultimi anni. Non mancherà qualche sonorità rock ma, soprattutto, non mancheranno – come un marchio di fabbrica – i suoni della natura, che renderanno l’intero album più coinvolgente. La copertina non è ancora disponibile al momento, perchè lavorerò su una foto personale che mi rappresenti e che sia coerente con le tracce.

Il disco sarà disponibile il prossimo anno, mentre come prima uscita a dicembre 2018 presenterò un primo estratto dal nome Bad Trip. Cercherò di svolgere il miglior lavoro possibile con questo album, che sia coinvolgente per l’ascoltatore, e soprattutto spero di dimostrare anche alla mia etichetta discografica che in questi ultimi anni sono cresciuto musicalmente.