Nuova vita all’Asolo Art Film Festival con Cosimo Terlizzi

Tra multidisciplinarietà e apertura al web, le idee del regista e artista bitontino, neodirettore artistico della storica rassegna cinematografica

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Che le più grandi star del cinema internazionale abbiano calpestato il suolo veneto non è una novità. Ciò che alcuni non sanno, però, è che ad accogliere registi e attori in occasione di prestigiosi festival non è soltanto Venezia. A non molti chilometri dalla celebre città lagunare, che da oltre settant’anni ospita la Mostra internazionale d’arte cinematografica, si trova, infatti, Asolo.

Tra i borghi più belli d’Italia, il piccolo comune in provincia di Treviso, può vantare, alla stregua di Venezia, d’aver visto passare per le sue suggestive viuzze personalità di spicco legate al mondo del cinema. La città dei cento orizzonti –  così la definì Giosuè Carducci – dal lontano 1973 è sede, infatti, dell’Asolo Art Film Festival, la più antica manifestazione dedicata a pellicole incentrate sull’arte. Da quest’anno al timone della rassegna ci sarà Cosimo Terlizzi, poliedrico artista di origini bitontine, scelto come direttore artistico della trentasettesima edizione dell’AAFF. “Qualche anno fa ho partecipato al festival, dove un mio documentario dedicato alla Murgia è stato premiato. Nel 2018, poi, sono tornato ad Asolo per tenere una conferenza sul cinema d’arte. Credo che abbia colpito il modo in cui riesco ad unire in un unico lavoro diverse discipline, dall’arte visiva alla performance alla musica”, ha dichiarato il neodirettore.

Asolo
Una veduta aerea di Asolo

Così Terlizzi prova a spiegare cosa possa aver spinto gli organizzatori dell’evento a individuare proprio in lui la nuova guida artistica della rassegna. Una sfida impegnativa che l’eclettico regista e artista pugliese ha voluto cogliere dando alla manifestazione un’impronta intima e raccolta. Dimentichiamo per un attimo le sontuose atmosfere da red carpet hollywoodiano che caratterizzano Venezia nel mese di settembre. Immaginiamo, invece, di osservare critici e registi internazionali discutere seduti ai tavolini disposti sul marciapiede di un piccolo bar di paese, mentre due anziani prendono il loro quotidiano caffè.

Questa l’immagine del festival a cui Cosimo Terlizzi vorrebbe dar slancio, introducendo altre interessanti novità. “L’AAFF propone diverse categorie di film, tra cui si distinguono da un lato le pellicole sull’arte, quindi biografie d’artista o documentari, dall’altro, film intesi come opere d’arte in sé. Fra queste ultime si inserisce la videoarte”, spiega il neodirettore artistico, annunciando che per la prossima edizione, prevista tra maggio e giugno 2019, ha proposto l’introduzione di una nuova sezione.

“Vorrei dar spazio anche a quelle opere filmiche che nascono su internet, sui canali youtube, poiché ritengo che oggi, in un’epoca in cui si assiste a una crisi degli spazi, il web sia diventato luogo d’espressione per molte discipline. Il festival potrebbe indagare e aprire un dibattito proprio su questo”, osserva Terlizzi. Una scelta, quella dell’artista pugliese, che va incontro all’esigenza di coinvolgere anche le nuove generazioni in una manifestazione così antica. E, nell’intento di instaurare un dialogo con i giovani, Terlizzi ha pensato di avviare collaborazioni con istituti universitari fra cui, ad esempio, l’Accademia di Belle Arti di Bologna o la IUAV di Venezia.

Gli studenti potranno, dunque, essere protagonisti di un dibattito sul ruolo del web e degli youtuber nel cinema odierno. “Vorrei invitare alcuni di questi artisti che si esprimono attraverso internet e che, individuati da un occhio critico, potrebbero raggiungere anche la dimensione dei festival”, precisa il neodirettore della rassegna asolana. Dal monitor di un pc al grande schermo, dunque, il passo potrebbe essere breve. La storica manifestazione diviene, così, sotto la nuova direzione artistica, luogo di incontro e dialogo fra più forme d’arte.

Non è un caso se Asolo ispirò poeti, scrittori, viaggiatori. Robert Browning, Eleonora Duse, il compositore Gian Francesco Malipiero, la scrittrice e viaggiatrice inglese Freya Stark, sono alcuni dei personaggi che hanno fatto tappa fra i pittoreschi scorci asolani. Un aspetto certamente non trascurato dalla nuova conduzione, che svela di aver inserito nel programma un evento collaterale dedicato alla Divina del teatro. A trovare spazio, dunque, non è soltanto il cinema. Cosimo Terlizzi lo sottolinea, in nome di una ibridazione dei mezzi espressivi ormai sempre più evident: “In questo periodo storico – chiarisce –  assistiamo ad un teatro che si mescola alla performing art, ma anche al cinema contemporaneo. La stessa contaminazione si verifica in campo musicale”.

In quest’ottica si inserisce la volontà del regista bitontino di invitare, in occasione della futura edizione dell’AAFF, una compagnia di danza in grado di eseguire coreografie che lui stesso definisce “cinematografiche”, in virtù della capacità che esse hanno di evocare la scena di un film.

La multidisciplinarietà del festival si rispecchia anche nella scelta di una giuria variegata, composta da artisti, docenti universitari, cinefili, direttori di archivi storici di video arte. “Questa impresa – confessa – sarà come realizzare un kolossal, poiché vorrei dirigere un festival che assuma i connotati di un’opera d’arte. Quindi mi sto approcciando a questo lavoro come se stessi per creare un’opera piuttosto che un festival”.

Un’idea ambiziosa e originale che conferma le straordinarie doti artistiche e intellettuali di una personalità che la Puglia può annoverare fra i propri talenti migliori. Opere d’arte esposte in musei e gallerie come Centre Pompidou a Parigi, Mambo di Bologna, Centre for Contemporary Art di Varsavia, Fondazione Merz di Torino, Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento, MACRO di Roma, National Museum of Breslavia in Polonia, la Galerie C di Neuchâtel.

A cui si aggiungono film presentati presso Rotterdam Int. Film Festival, Festival d’Automne a Parigi, Kunstenfestivaldesarts di Brussel, Biennale Danza di Venezia, Torino Film Festival, Festival Internacional de Cine de Mar del Plata, London Int. Documentary Festival, Festival Internazionale del Cinema di Roma e Homo Novus festival di Riga. Un curriculum da far invidia che, nonostante il grande impegno richiesto dal ruolo di direttore artistico dell’Asolo Art Film Festival, dopo il successo raggiunto con il film “Dei”, si arricchirà presto di una nuova opera.

Cosimo Terlizzi Dei
Cosimo Terlizzi (a sx) sul set di Dei. Foto di Matteo Leonetti

“È in fase di montaggio – svela Terlizzi – un lungometraggio che tecnicamente fa pensare al mio documentario L’uomo doppio”.  E fra un impegno e l’altro, trova anche il tempo di dedicarsi alla realizzazione di un giardino di piante officinali: per l’innovativo artista bitontino anche questo un atto creativo, a tutti gli effetti. Del resto, dove c’è dedizione e passione l’arte è di casa.

In alto, Cosimo Terlizzi in uno scatto artistico di Patrizia Emma Scialpi