E ad aprire le danze è l’hip hop theatre di Leandro Annese

Con "Ahimsa" prende il via "A maglie Larghe", la rassegna di performing art che mette in rete Rigenera di Palo del Colle con la Cittadella degli Artisti di Molfetta

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Entrando in una sala teatro ci si ritrova, spesso, circondati e travolti da un vortice di riferimenti e citazioni. Immagini, suoni, parole a cui si resta legati anche nei giorni successivi, quando dello spettacolo assaporato qualche sera prima continuiamo ancora a sentire il piacevole gusto.

Accade, dunque, che quanto visto sulla scena si materializzi nella mente di uno spettatore suggerendogli, ad esempio, il verso di una canzone a lui cara. Ed ecco che spentisi i riflettori dello spazio teatrale racchiuso fra le mura di Rigenera, Laboratorio Urbano di Palo del Colle, le note di Battisti si sono insinuate nella mente, dopo aver assistito allo spettacolo “Ahimsa” a cura della Baduclan Dance Company.

“Un fiore in bocca può servire, sai, più allegro tutto sembra”, cantava il grande Lucio in una strofa de “La canzone del sole”. In effetti, l’immagine di danzatori con la bocca coperta dai petali di un fiore stretto fra le labbra, ricorrente nella poetica coreografia firmata da Leandro Annese, ha emozionato non poco la platea. Un pubblico disposto ai due lati della scena, priva di un palco rialzato, che finiva per ritrovarsi immerso e inglobato in un turbine di energia positiva sprigionata dai danzatori.

Primo appuntamento della rassegna di arti performative “A Maglie larghe”, organizzata per il terzo anno dal collettivo Factor Hill, sotto la brillante e lungimirante direzione artistica di Alessandra Gaeta. Un cartellone di appuntamenti che si snoderanno da novembre a marzo 2019 mettendo in rete Rigenera e la Cittadella degli Artisti di Molfetta, sedi degli spettacoli in programma.

Così, in atmosfere floreali, richiamate tanto dai petali sparsi sul pavimento dai performer al loro ingresso quanto dalla fantasia degli allegri e coloratissimi costumi, domenica 11 novembre, la Baduclan Dance Company ha letteralmente aperto le danze. Con il loro coinvolgente hip-hop theatre, i danzatori urbani diretti da Annese hanno portato sulla scena di Rigenera un linguaggio che si basa su fusione e contaminazione di più espressioni artistiche.

Frutto di una ricerca sperimentale che analizza e scopre un gesto in cui il confine tra danza e azione teatrale si fa sempre più labile. Il fondamento yogico della ‘non violenza’ ha trovato spazio in corpi liberi di muoversi in uno spazio non convenzionale, illuminato dal basso attraverso fari posti sul pavimento. Poltrone in stile liberty ai quattro angoli della scena incorniciavano la performance descrivendone un’ambientazione evocata da simbolici oggetti con cui i danzatori interagivano.

Leitmotive di forte impatto emotivo l’immagine di danzatori che tengono fra le mani una mela rossa addentandola e assaporandola lentamente. Frutto proibito, pomo della discordia, talvolta custode di un veleno capace di indurre a sonni eterni, in “Ahimsa” si carica di sensualità consolidando il rapporto tra natura e uomo alla base della ricerca del coreografo. Un’esplorazione dei meccanismi dell’amore teso a mettere in evidenza il dualismo che sottende ogni sentimento è ciò che Annese propone in questo lavoro.

Appare in scena come onirico personaggio il cui corpo, avvolto esternamente dal rosso passionale di una lunga gonna e attraversato intimamente dall’amore, diviene protagonista di movenze sinuose. Gesti teatrali da cui si accende una danza energica condotta su note capaci di toccare l’animo dello spettatore. Un repertorio musicale vario che spazia dal cantautorato italiano a successi in lingua spagnola degli anni ’70, fino ad attingere a voci scovate fra originali talenti pugliesi.

Molteplicità di generi musicali che si rispecchia nell’alternarsi dei diversi stili di danza che la compagnia fonde sulla scena con una maestria da lasciare senza fiato lo spettatore. Dunque, la voce della Mannoia che intona “Io che amo solo te” regala momenti di tenerezza e intimità, lasciando il posto alle festose atmosfere latine create dai danzatori sulle note spagnoleggianti della celebre “Remedios” di Gabriella Ferri.

Grande dinamicità e forza espressiva anche nell’interpretazione coreografica del brano “Di te” cantato da Carolina Bubbico. Una regia ricca di citazioni colte, quella firmata da Leandro Annese, fra i più innovativi esponenti della danza urbana esibitosi in prestigiosi teatri fra Italia, Spagna e Francia. Riferimenti al mondo della filosofia induista, ma anche dell’arte visiva e drammatica balzano agli occhi dello spettatore più attento.

“Ahimsa”, titolo della performance, è un termine tratto da religioni come l’induismo che professano la non violenza, auspicando un mondo in cui uniche armi possedute dall’uomo sono fiori, e delicate come fiori sono anche le parole pronunciate. Di qui il passo che porta ad intravedere una citazione letteraria nella regia di Annese è davvero breve. L’uomo dal fiore in bocca, titolo della celebre opera pirandelliana, è tornato, questa volta per danzare sulla scena contemporanea.

Nelle foto, alcuni momenti dello spettacolo messo in scena dalla Baduclan Dance Company