Trecento buone ragioni per studiare negli atenei pugliesi

Al via la seconda edizione del premio istituito dalla Regione per raccontare, attraverso la voce degli studenti, la qualità della formazione universitaria

355
0
CONDIVIDI

In un’epoca in cui per le nuove generazioni prendere un aereo e proseguire gli studi lontano da casa sembra essere diventata la regola fissa, in Puglia c’è chi sceglie di restare. Su quali siano le motivazioni che spingano un giovane studente a completare il proprio percorso di formazione nel Tacco d’Italia si interroga la Regione Puglia.

Nell’intento di ottenere concrete risposte, attraverso l’attività dell’assessorato all’Istruzione, formazione e lavoro e con il supporto di Arti (l’Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione), è stato istituito il premio Giovani Eccellenze Pugliesi #Studioinpugliaperché, giunto quest’anno alla sua seconda edizione.

“Vogliamo raccontare la qualità dei nostri atenei e degli istituti di alta formazione della Puglia, attraverso gli occhi di chi ogni giorno occupa quelle aule, quei laboratori, quelle biblioteche, quei banchi; di chi ogni giorno insegue i suoi sogni attraverso la conoscenza”. Sono le parole pronunciate da Sebastiano Leo, assessore regionale all’Istruzione e lavoro, per annunciare il concorso.

Lo scorso anno sono stati ben trecento i premiati, con in testa l’Università “Aldo Moro” e il Politecnico di Bari, che schieravano rispettivamente 144 e 63 studenti fra i vincitori. Giovani che hanno scommesso sulla Puglia e sui percorsi di formazione che la regione offre, riuscendo a illustrare con efficacia le motivazioni di questa scelta.

Studioinpugliaperché
La distribuzione dei vincitori dell’edizione 2017 per Istituti

Lo hanno fatto attraverso una videointervista ad un laureato in Puglia, una foto o un tweet, oppure con un elaborato scritto, in forma narrativa o poesia. Produzione letteraria tradizionale, da un lato, nuove tecnologie e social media dall’altro. Strumenti diversi per raccontare un’unica realtà: cosa può spingere uno studente a formarsi nelle aule pugliesi anziché fare le valigie per riempire i banchi del nord Italia.

Se lo scorso anno la competizione era rivolta solo ai diplomati in procinto di iscriversi al primo anno di Università, ITS e Istituti di Alta formazione artistica, musicale e coreutica, quali Accademie delle belle arti, Conservatori di musica, con sede in Puglia, per questa edizione il target si amplia. Potranno, infatti, ambire al titolo di Giovani Eccellenze Pugliesi anche laureati triennali, diplomati accademici di primo livello che scelgono di iscriversi al primo anno di corsi attivi presso università o accademie pugliesi.

Una categoria di studenti che, come sottolinea l’assessore Leo, è protagonista di un’incessante fuga di cervelli, che abbandonano e impoveriscono la Puglia privandola di menti brillanti. Stando ai dati della scorsa edizione, nel 2018 la maggior parte delle candidature era giunta dalla provincia di Bari, nello specifico dalle istituzioni universitarie del capoluogo. Rilevante il 46,6% di partecipanti iscritti all’Università di Bari, seguito dal 18% proveniente dal Politecnico barese.

Resta invariato per quest’anno il regolamento relativo alla scelta dei vincitori: circa trecento premi in palio, equamente distribuiti tra neodiplomati, neolaureati triennali e neodiplomati di primo livello, tutti con il massimo dei voti. Una votazione online affiancata dal parere di una giuria di esperti selezionerà gli elaborati più meritevoli sulla base di originalità, creatività e coerenza. Fino a duemila euro per i primi classificati di ciascuna delle tre categorie, video, social e produzione letteraria. Termine di scadenza per l’iscrizione al concorso il 20 dicembre.

La Regione Puglia è impegnata, dunque, a rilanciare l’università, puntando su progetti ambiziosi. Tra i più recenti l’approvazione del piano Research for Innovation, finalizzato a promuovere e potenziare la ricerca universitaria con un investimento pari a ventisei milioni di euro. Un articolato percorso che culminerà con l’individuazione di ricercatori a cui affidare ben centosettanta progetti di ricerca e innovazione di durata triennale.

Risorse dcospicue, che avranno un forte impatto anche in termini occupazionali sul territorio pugliese. Un’altra risposta per i giovani che si chiedono ancora se sia giusto restare o fare le valigie.