Sulle orme di Pasolini, il Vostok 100K sul Lungomare Italia

Tra luoghi e personaggi inediti, si è concluso il "tour" del reporter bitontino, Lorenzo Scaraggi, che ora annuncia una nuova avventura: un documentario per il "Social Film Fund"

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Ormai su di me c’è il segno di Rimbaud o di Campana o anche di Wilde, ch’io lo voglia o no, che altri lo accettino o no”. Nessuno avrebbe potuto dar torto a queste parole se si considera che a pronunciarle fu Pier Paolo Pasolini, l’Ulisse che ha ispirato l’ultima avventura del giornalista e reporter bitontino Lorenzo Scaraggi.

Un viaggio lungo le coste italiane, a bordo di quello che non può essere considerato un semplice mezzo di trasporto, bensì il caro e fedele “complice” di mille imprese, il Vostok100k. “Lungomare Italia” il nome del progetto che, tra giugno e agosto, ha portato l’infaticabile viaggiatore pugliese a percorrere l’intero litorale del paese, al timone del suo storico “vascello”, l’insostituibile camper dell’82.

Un percorso che il celebre autore di “Ragazzi di vita” aveva tracciato già nell’estate del 1959, al volante di una Fiat 1100, per conto della rivista “Successo”. Per quest’ultima, Pasolini scrisse un reportage, divenuto successivamente un libro, “La lunga strada di sabbia”, in cui raccontava il suo viaggio da Ventimiglia a Trieste. Un itinerario che Scaraggi ha voluto percorrere all’inverso partendo dal capoluogo friulano, precisamente da Lazzeretto, ultima spiaggia italiana, al confine con la Slovenia.

“In realtà, prima di giungere a Trieste, ho fatto tappa a Casarsa della Delizia, al Centro studi “Pier Paolo Pasolini”, presso la casa della mamma dello scrittore. Di lì è iniziata la mia avventura che si è fermata circa cento chilometri prima di Ventimiglia”, racconta Lorenzo. A fine agosto, infatti, è giunto nei pressi di Genova e lì ha scelto di concludere quel viaggio, durato due mesi, proprio sotto il ponte Morandi. “Al mio arrivo, era già crollato: così, ho voluto compiere questo gesto simbolico, in memoria delle vittime dell’immane tragedia”. spiega.

Straordinarie le emozioni che il viaggio ha regalato al reporter bitontino, come sempre, a caccia di storie da raccontare. Storie scovate nei mille luoghi raggiunti e narrati: telecamera e microfono alla mano, Lorenzo ha registrato oltre cento interviste durante quella che definisce “un’avventura ricca di incontri, scoperte e sorprese”. Tra queste ultime, il Museo della Bora, fondato da Rino Lombardi a Trieste, che custodisce una collezione di “venti in scatola” provenienti da tutto il mondo, circa duecentocinquanta per la precisione.

E, ancora, l’invenzione di Irmi, un rom che ha concepito un sistema di segnaletica stradale, in grado di consentire anche a un non udente di percepire l’arrivo di un’ambulanza. Così, tra un cantastorie ascoltato sulle spiagge calabresi e un maestro d’ascia a Molfetta, insieme ad un’altra miriade di straordinari personaggi, Lorenzo ha portato a termine un’altra missione a bordo del Vostook100k. Un viaggio che ha raccontato, oltre che sulla sua pagina Facebook, una community di quasi diciannovemila followers, quotidianamente aggiornati con video, dirette e fotografie, anche ai microfoni di Radio 2.

Ospite, per tre volte a settimana, della trasmissione di Marco Casciari e del duo di comici Nuzzo-Di Biase, il giornalista bitontino ha svelato i retroscena della sua avventura agli ascoltatori di tutta Italia. Più di ottomila i chilometri percorsi dal vecchio camper da giugno a metà settembre. Prima di tornare in Puglia, Scaraggi è stato testimonial del Salone del Camper di Parma. Ma la distanza che negli scorsi mesi l’ha separato dalla sua terra d’origine presto sarà colmata da un progetto che lo vedrà impegnato fra le campagne del nostro meridione.

Ricco di soddisfazione e carico di adrenalina, Lorenzo ha annunciato di essere stato selezionato, tra un centinaio di proposte, dall’Apulia Film Commission e da Fondazione con il Sud per realizzare un documentario sul terzo settore nel Sud Italia. “Parlerò della terra, dell’agricoltura come forma di riscatto sociale. Racconterò realtà come quella di una cooperativa che opera con terre confiscate alla mafia, e di altre con persone diversamente abili o con ragazzi del carcere minorile ed ex carcerati. Insomma, la terra come strumento per redimersi”, rivela Scaraggi.

Questo il tema scelto da Lorenzo, il lavoro dei campi come una seconda chance, testimoniata dalle storie dei personaggi che vivono questa realtà. Ad affiancarlo, in quest’ennesima avventura, la Cooperativa Semi di Vita, con Angelo Santoro, membro del forum dell’Agricoltura Sociale. Altro punto di forza del progetto, l’idea di tradurre il documentario nella lingua dei segni ma anche la modalità di promozione del reportage.

“Come per tutti i viaggi del Vostok, girerò per circa un mese raccontando nel frattempo sui social ciò che accade. Una sorta di backstage in realtime dove quotidianamente la mia community virtuale potrà seguire lo sviluppo del documentario”, spiega Lorenzo. Intanto, all’università di Bari tiene un corso di alta formazione sullo sviluppo di contenuti digitali con riferimento al patrimonio culturale.

Ma il ruolo di “professore” non riuscirà a trattenerlo troppo a lungo in Puglia. Mentre forma giovani esperti in comunicazione digitale, già fantastica sulle prossime avventure. Questa volta per mare, al timone di una barca. Issate le vele! Si riparte.