Se la città è “più bella” è merito del Centro Ricerche

Una sigificativa cerimonia a Palazzo Gentile ha riunito a Bitonto soci e amici della prestigiosa istituzione culturale per i cinquant'anni della sua fondazione

582
0
CONDIVIDI

Bitonto città ricca di storia, di cultura e di arte. Come sanno oggi tutti i cittadini, anche se spesso lo dimenticano. Ma lo seppero anche alcuni giovani, particolarmente in gamba e appassionati, già tanti anni fa, cinquanta per la precisione. Furono loro a dar vita nel 1968 al Centro Ricerche di Storia e Arte, i cinquant’anni che l’associazione ha festeggiato proprio in questi giorni. E, dunque, questa consapevolezza della città è cresciuta anche grazie al determinante apporto offerto dal Centro Ricerche.

Sì, perché Bitonto non è solo ciò che si legge sovente sui giornali, talvolta affatto desiderosi di vedere le tante cose buone, che esistono e resistono, oltre e diremmo nonostante le cattive. Non si tratta di essere banalmente ottimisti; piuttosto di rifuggire da ogni “comodo” cinismo o eccesso di critica. Il problema è che la realtà di una città non è mai tutta bianca o tutta nera. Esistono le sfumature. E, certo, la storia di un’istituzione culturale come il Centro Ricerche ha contribuito in maniera decisiva a far splendere il bianco, ossia il positivo che caratterizza la città.

Per festeggiare i suoi cinquant’anni, il Centro ha chiamato a raccolta soci, amici e istituzioni nella raffinata cornice della Sala degli specchi, a Palazzo Gentile.

Un momento solenne, partecipato dal “pubblico delle grandi occasioni”, come ha detto il giornalista Marino Pagano, nel direttivo del Centro Ricerche e direttore responsabile di Studi Bitontini, la prestigiosa rivista del sodalizio, diffusa, oltre che in città, in tanta parte del Sud e d’Italia, nata nel 1969 e, dunque, vicina, anch’essa, a festeggiare mezzo secolo di vita l’anno prossimo.

Studi bitontini
La copertina di un volume di Studi Bitontini

Alla cerimonia hanno preso parte quasi tutti gli ex presidenti: da Stefano Milillo (a capo del sodalizio oggi e primo presidente già nel 1968, nonché socio fondatore) a Nicola Pice, Michele Ruggiero, Silvio Fioriello, Chiara Cannito, Giuseppe Paciullo. Ha portato il suo saluto anche Antonio Castellano, anch’egli tra i fondatori ed ex presidente. Sono intervenuti poi Carmela Minenna e Gianna Sammati. La prima, attivista e protagonista delle attività del Centro ormai da anni, ha curato un opuscolo per la ricorrenza. La seconda, stimata docente oggi in pensione, fa parte del ristretto nucleo dei soci fondatori e continua a profondere il proprio impegno nell’associazione. Un saluto anche da parte del maestro Vito Vittorio Desantis, musicista e ricercatore, socio del Centro Ricerche.

Presenti anche le autorità, dagli assessori al sindaco Michele Abbaticchio, che ha donato una targa a Stefano Milillo in segno di riconoscenza da parte della città al Centro Ricerche, per l’impegno rivolto alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali e alla diffusione della cultura della sensibilizzazione relativamente alla vita e alla “salute” del bene stesso.

Una ricerca continua, quella del Centro, che ha portato alla “catalogazione” di un vasto patrimonio consegnato agli studiosi e alla città. Il sodalizio dispone anche di una ricca collezione museale sulla civiltà contadina e le tradizioni popolari. Per non parlare della biblioteca “Donato De Capua” che raccoglie più di ottomila volumi, di cui una parte consistente riguarda gli studi sulla storia cittadina. Ma sono la Puglia e il Sud ad essere al centro degli interessi.

Durante l’evento al Comune sono risultate palpabili la soddisfazione e l’audacia di chi ha sostenuto e difeso con amore il valore della storia pugliese, perché, pensandoci, è stato proprio l’amore per la propria terra ad aver consentito tanti cospicui risultati.

E non ci si ferma qui. I progetti per il futuro sono molteplici e, in proporzione alla grinta e alla forza di volontà del suo presidente e dei soci, c’è da scommetterci che se ne vedranno presto gli effetti. L’augurio è che l’esempio offerto dal Centro Ricerche, la passione che lo ha animato, attraverso figure di instancabili e appassionati studiosi, come il prof. Mario Moretti, da poco scomparso, a cui la sala ha tributato un caloroso applauso, sia utile a guardare con altro spirito e impegno alle burrasche che mai mancheranno, pensando piuttosto a promuovere una bellezza che molti bitontini ancora non sanno di poter vantare.

Altri cittadini si ritroveranno così, tra cinquant’anni, a festeggiare un secolo di vita del Centro. E questo non è un augurio, piuttosto una certezza. Nuovi e altri volti ma mossi da altrettanta gioia e medesima commozione. Ne guadagnerà la città.

Nella foto in alto, Stefano Milillo, presidente del Centro Ricerche, taglia la torta dei cinquant’anni dell’associazione culturale