Lo scenario delle grotte per l’Inferno di Dante

Da sabato 7 luglio le repliche del fascinoso spettacolo a Castellana, tra le principali attrattive per i turisti che d'estate affollano le splendide località della Valle d'Itria

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Hell in The Cave, l’Inferno di Dante nelle grotte di Castellana, continua ad affascinare i pugliesi e la gran mole di appassionati e turisti, che con interesse sempre crescente partecipano al grande evento.

Un appuntamento che non conosce confini stagionali ma che, certo, d’estate contribuisce ad ampliare in modo esponenziale l’offerta turistica dell’importante centro a sud di Bari.

Castellana, in realtà, è la bellezza delle sue meravigliose grotte, e, di riflesso, il fascino di questo originale e grandioso spettacolo.

Scoperte da Franco Anelli negli anni ’30, le grotte costituiscono il suo principale vanto. Ma tutto il territorio risulta di grande interesse sotto l’aspetto paesaggistico: eleganti dimore di campagna, masserie, un vasto agro rurale. E poi la famosa Madonna della Vetrana, veneratissima dai fedeli del posto. Un santuario interessante anche a livello artistico.

Il centro storico conserva una chiesa madre con degnissimi affreschi di Vincenzo Fato, importante artista di origine castellanese del XVIII secolo.

Le grotte davvero un’attrazione universale che ha reso Castellana famosa in tutto il mondo. Una perla, tra le tante, che punteggiano la Valle d’Itria: Polignano, Alberobello, Locorotondo, Fasano sino alle località della Selva ma ricadenti nel territorio monopolitano (qui non si può non passare dalla Loggia di Pilato, angolo tra i più belli di tutta la Puglia).

Hell in The Cave è il più grande spettacolo aereo sotterraneo del mondo. Uno spettacolo di dimensioni macroscopiche che unisce danza, voci, suoni e luci, in un ambiente naturale, tra i più fascinosi e singolari, che si fa autentico spazio scenico. Dante tra le grotte, insomma: il mondo degli inferi visto dal centro della terra, a 70 metri di profondità, fra concrezioni carsiche vecchie di 90 milioni di anni.

Perché questo sono le grotte. Fascino geologico puro. Grandioso, per qualità e quantità, il cast di ballerini e attori che rende unica questa esperienza.

Regista dello spettacolo è Enrico Romita mentre la drammaturgia è di Giusy Frallonardo. Voci narranti: ancora Frallonardo e Marcello Prayer; colonna sonora: Giuseppe De Trizio, Adolfo La Volpe, Mirko Signorile; training vocale: Paolo Pace; coreografie: Vito Cassano; coreografie aeree: Claudia Cavalli; coordinamento: Giulia Pace.

Già partito il cartello delle repliche per il 2018: spettacoli da sabato prossimo, 7 luglio, al 30 dicembre, con una coda il 12 gennaio 2019.

Tutte le serate avranno inizio alle 21, tranne quelle di agosto, alle 22.

Castellana chiama per tante ragioni. Un luogo così affascinante si fa ora meta obbligata anche per questo spettacolo, così suggestivo, così particolare nel rendere straordinariamente attuale un classico come Dante. Per questo motivo sono da sempre previste anche visite scolastiche, così da unire il grande autore ai più giovani, nel segno della sempiterna modernità dei classici.

La suggestione del pensiero e della letteratura che si fa teatro qui incontra la meraviglia della natura, spettacolo già di suo. Osmosi e bellezza, sintesi e colori, voci e silenzi. Un tutto d’estasi.

In alto, un momento dello spettacolo nella foto di Mariagrazia Proietto