“Siamo le giovani sentinelle della legalità”

Gli studenti del “Vitale Giordano” di Bitonto con altri mille studenti di tutta Italia al ventiseiesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio a Palermo

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C’era lo Stato con i suoi rappresentanti istituzionali, la polizia, la magistratura, la scuola, i cittadini e la città di Palermo. Lo Stato che, a suo tempo, avrebbe dovuto essere al fianco dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ma che, in realtà, decise di abbandonarli al loro destino, in una stagione particolarmente difficile e oscura della storia del Paese, in cui non fu ben chiaro, sino in fondo, il discrimine tra malaffare e legalità.

Quello Stato, invocato a gran voce dalla moglie dell’agente Schifani nella cattedrale di Palermo, gremita di autorità e cittadini, durante il rito funebre per le vittime della strage di Capaci, nel lontano 1992.

Li hanno definiti “angeli” gli uomini e le donne di scorta a Falcone, insieme a quelli assegnati al giudice Borsellino, nel corso della manifestazione “Insieme per non dimenticare”, organizzata dal ministero dell’Istruzione, dalla Polizia di Stato e dalla Fondazione Falcone il 24 maggio a Palermo, ventiseiesimo anniversario della strage di Capaci.

Sulla “Nave della legalità”, che ha condotto mille studenti da Civitavecchia a Palermo per partecipare alla manifestazione, c’erano anche gli studenti dell’istituto tecnico economico “Vitale Giordano” di Bitonto, accompagnati dalle docenti Anita Amoia (diritto ed economia politica) e Maria Carmela Modugno (lettere), referenti di un progetto sulla legalità svolto con alcune classi della scuola.

Nave della legalità
La nave della legalità

Un progetto con al centro una riflessione particolare, suggerita dalla cronaca degli ultimi mesi: l’assassinio della povera Rosa Tarantino, vittima innocente della faida tra bande rivali a Bitonto.

Antonio Zotti, Pietro Lorusso, Giuseppe Pace e Nicolò Ranieri, distintisi per l’impegno e la particolare sensibilità con cui hanno affrontato il tema della legalità, scendendo giù a Palermo hanno potuto confrontarsi da vicino con i rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine: dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al ministro all’Istruzione, Valeria Fedeli, al capo della Polizia, Franco Gabrielli, ai procuratori antimafia insieme a Leonardo Guarnotta, collaboratore di Falcone nel pool antimafia, e al giudice Pietro Grasso.

Nave della legalità
Gli studenti con le due insegnanti

“Un’emozione grandissima – hanno testimoniato gli alunni di Bitonto – trovarsi insieme a tante personalità e, poi, ascoltare le parole di Claudia, sorella di Emanuela Loi, l’agente di scorta trucidata in via D’Amelio a fianco del giudice Borsellino, che per la prima volta, dal giorno della strage, ha parlato in pubblico”.

Alla manifestazione c’erano anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, Maria Falcone e Nando Dalla Chiesa.

Una giornata all’insegna del ricordo e delle emozioni.

Gli studenti e le docenti del “Vitale Giordano” sono stati condotti prima in piazza Magione, dove c’erano gli stand delle forze dell’ordine e delle associazioni, e, quindi, il momento più toccante, in via d’Amelio, dove persero la vita Borsellino e i suoi agenti.

Là, a ricordo perenne della strage, un ulivo giunto da Betlemme, custodisce centinaia di messaggi appesi ai suoi rami.

Nave della legalità

“Una creatura parlante – osserva Maria Carmela Modugno – nella cui contemplazione mi sono persa e che in quel momento mi è apparsa più importante di una cattedrale”.

Da Via D’Amelio il corteo, unendosi con l’altro proveniente dall’aula bunker, è giunto, poi, in via Notarbartolo per le commemorazioni ufficiali.

Per le strade i ragazzi hanno visto lenzuola bianche e gente che si affacciava per salutarli. Anche un gruppo di metalmeccanici si è affacciato dalla fabbrica, issando il cartello “Noi siamo con Voi”.

Nave della legalità

“Una grande emozione ma anche una grande responsabilità rappresentare la nostra scuola e testimoniare, insieme agli studenti di tutta Italia, l’importanza di impegnarsi per un mondo migliore, basato sul rispetto delle leggi. Un grande sforzo che deve vedere protagonisti proprio i giovani”, spiegano i ragazzi di Bitonto.

“L’omicidio di Anna Rosa Tarantino ci ha profondamente segnato ma non è giunto come un evento imprevisto e improvviso. Anche la nostra terra è vittima della violenza della malavita organizzata. Per contrastarla c’è solo un modo: sviluppare la coscienza civica e mettere in atto le buone prassi della legalità”, concludono Antonio, Pietro, Giuseppe e Nicolò.