Sulle imposte comunali prosegue la schermaglia a Bitonto

Maggioranza e "La Puglia in più" difendono l'operato dell'ass. Nacci contro le polemiche dell'opposizione su aumento della Tari e tempi di discussione

134
0
CONDIVIDI

Attorno alle modifiche del regolamento per l’applicazione dell’Imposta unica comunale (Iuc) si è scatenata, nelle ultime settimane, a Bitonto, una impetuosa schermaglia tra maggioranza e opposizione.

Ad aprire “le danze”, il consigliere Dino Ciminiello (M5S) e l’ex assessore al bilancio Michele Daucelli (Insieme per la Città), che avevano puntato il dito contro l’aumento della Tari e il mancato confronto in commissione per poi rincarare la dose quando il primo cittadino ha deciso di presentare alcuni emendamenti che suggerivano significative variazioni al piano delle tariffe stilato dall’assessore al ramo Domenico Nacci.

Daucelli, in particolare, aveva parlato di una severa “bocciatura” del lavoro del suo collega da parte della sua stessa maggioranza, tacciandolo di incompetenza e indicandogli la strada delle dimissioni.

Per questo la coalizione a sostegno di Abbaticchio – costituita da Bitonto Solidale, Città Democratica, Direzione Bitonto, Iniziativa Democratica, Italia dei Valori, La Puglia in più, Progetto Comune Viviamo la Città, Tra la Gente, Rifondazione Comunista, Riformisti Cattolici e Popolari, 70032 Città in Movimento – ha deciso di diramare agli organi di stampa una nota in cui si auspica che “il confronto politico torni ad essere confronto di idee e di soluzioni per migliorare la città e non si riduca ad una caccia alle streghe e a sterili attacchi personali.

Gli esponenti delle forze di maggioranza definiscono le dichiarazioni di Daucelli “inappropriate” e i dati a corredo “privi di fondamento”, difendendo l’operato di Nacci, volto, secondo gli alleati, “a garantire la copertura dei costi, e quindi la sostenibilità finanziaria del servizio di gestione dei rifiuti nel nostro territorio, nel pieno rispetto degli adempimenti normativi e di legge”.

La circostanza che avrebbe portato al mancato confronto, sarebbe, stando alla nota, “esclusivamente tecnica”, da ricondurre, cioè, alla “ritardata trasmissione all’ufficio tributi dei dati finanziari (Def) da parte della società che gestisce il servizio. Trasmissione sollecitata più volte e sistematicamente disattesa dal gestore con il nostro forte disappunto”.

La proposta su regolamento Tari e agevolazioni sarebbe stata “rilasciata dagli uffici a tutte le forze politiche, di maggioranza e minoranza a causa dei tempi particolarmente ristretti per la sua approvazione” e “mirava a ridurre il numero significativo di agevolazioni previste in passato al fine di incontrare le esigenze finanziarie di Bilancio dettate dal Def”.

Impostazione poi rivista, “col pieno accordo di tutti e senza pressioni o azioni dall‘esterno, come invece impropriamente dichiarato da qualcuno”, precisa la maggioranza.

Ad essere “preservate” sono state, in quest’ottica, le agevolazioni “previste per le fasce sociali più esposte, quelle per il sostegno all’insediamento di attività produttive oltre che per l‘occupazione, e quelle a favore di società e imprese virtuose, secondo precise linee di indirizzo politico”. “L’ammontare complessivo delle agevolazioni sulla TARI previste questo anno a favore dei cittadini e delle imprese – quantificano – risulta pari a 570.000,00 euro”.

La coalizione di Abbaticchio stima che stando alle “elaborazioni effettuate dagli uffici”, l’aumento sarebbe pari a “circa 3 euro a persona ogni 100mq (aumento pro-capite per utenza domestica)”. Una conseguenza del fatto che “da quest’anno nel computo dei costi totali della gestione del ciclo dei rifiuti (raccolta e conferimento) vengono inclusi anche i costi (personale amministrativo e gestione) sostenuti nell’ambito dell’ufficio tributi per tale attività”.

A sostegno del lavoro di Nacci anche un comunicato diffuso da La Puglia in più, movimento di cui l’assessore è precipua espressione. L’inesperienza richiamata da Daucelli “non deve ritenersi sinonimo di incompetenza”, specificano, “cosi come l’aver ricoperto più volte lo stesso ruolo non può significare essere competenti”. Stando alla precisazione, l’assessore avrebbe infatti “operato nel rispetto della legge e dei regolamenti, considerando che gli assessori non possono emendare proposte di delibera di consiglio” e che “unitamente con la coalizione si sono concordati gli emendamenti da presentare”, affidando al sindaco la rappresentanza della sintesi politico-amministrativa. Gli emendamenti sarebbero quindi frutto di un “comune accordo”.

“Al consigliere Daucelli – e qui arriva la stoccata – va ricordato, forse perché dopo 14 anni di presidio pare difficile possa esserci un altro collega che operi al suo posto, che l’assessore prima di arrivare in consiglio comunale ha incontrato e si è confrontato con diverse realtà coinvolte dalle modifiche al regolamento e che le decisioni per non inasprire la tassazione sono state prese dalla maggioranza in autonomia e con l’attenzione rivolta a tutte le parti in causa”.

Il presidente del consiglio Vito Labianca avrebbe quindi “correttamente sottoposto” a votazione il solo emendamento di Abbaticchio perché “l’unico presentato rispettando la norma”, mentre invece “le tre proposte fatte al microfono dal consigliere Daucelli non erano sottoponibili al voto in quanto tecnicamente assolutamente impresentabili”.
La Puglia in più approfitta, inoltre, per ufficializzare la posizione dello stesso Nacci: “Il mio impegno proseguirà, ispirato dal senso di responsabilità verso la città e le istituzioni che rappresento, supportato dallo studio, dal mio gruppo e da tutta la coalizione nel rispetto delle norme e della legalità”.

Immediata la risposta di Michele Daucelli che parla di “operazione di marketing”, puntando a squalificare, con i propri conti alla mano, le dichiarazioni dei suoi avversari politici. “A fronte dell’aumento di circa 700mila euro – calcola l’ex assessore – si riscontra che, diviso i 24mila contribuenti, l’aumento sarà di 30 euro a contribuente (vale la teoria del mezzo pollo?)”.

“Se a questo si aggiunge – continua – la perdita della riduzione del 20% spettante a quasi il 60% delle famiglie con reddito Isee, passato da 8mila a 6mila euro, significa che, mediamente, per il contribuente che perde il diritto, l’aumento oscilla tra i 60 e gli 80 euro”.Cifre – sostiene – ben diverse da quelle esposte”. Ma non basta.

“A questo si aggiunge l’abbassamento della percentuale per la raccolta porta a porta dal 20% al 10%, che comporta per il contribuente un’ulteriore perdita di altri 20 euro”, prosegue.

Per concludere, poi, un riferimento alla “mancanza del Pef”, riguardo il quale sarebbe stato già noto, chiarisce Daucelli, “il gap tra entrate (di 9 milioni e 700mila euro) e uscite (di 10 milioni e 400mila euro). Pertanto, era già scontato che si sarebbe dovuto procedere ad aumentare le entrate per Tari, quindi eventuali scelte o decisioni potevano essere già programmate nei mesi precedenti, come più volte da me stesso sollecitato in consiglio comunale. Per il resto ci si confronterà in consiglio”.