I primi passi di Arcangelo Putignano, il più giovane consigliere di Bitonto

A poco meno di un anno dall'elezione, si sta facendo conoscere per operosità e dinamismo. In questa intervista ripercorriamo i momenti salienti della sua esperienza

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Eletto con 294 preferenze, risultando il più suffragato della propria lista (“Tra la gente”, a sostegno di Michele Abbaticchio) alle consultazioni comunali di giugno 2017, Arcangelo Putignano, anno di nascita 1998, è diventato consigliere comunale di Bitonto, il più giovane dell’assise, a pochi giorni dagli esami di maturità. Un risultato importante, cui ha fatto seguito, qualche mese dopo, la nomina a delegato sindaco di Palombaio, la frazione in cui è nato e cresciuto. Animato, com’è, dall’entusiasmo e dalla dedizione che ci si aspetta da un ragazzo della sua età alla prima esperienza amministrativa, Putignano si è subito fatto notare per dinamismo e operosità, oltre che per la grande disponibilità all’ascolto dei cittadini. A nove mesi dalla proclamazione abbiamo deciso di incontrarlo per farci raccontare i suoi primi passi nel mondo della pubblica amministrazione.

Torniamo, subito, come prima cosa, alle settimane che hanno preceduto l’elezione. Cosa ti ha spinto a candidarti?

Palombaio mi è sempre parso un paese trascurato. Crescendo non ho potuto fare a meno di notare come molti giovani fossero lontani dalla politica, credo perché sia mancato l’impulso da parte delle istituzioni centrali, dal governo, dai Ministeri. Da Roma, insomma, a scendere lungo tutta la “filiera politica”, che non è mai riuscita a mostrarsi, come dire, concreta. I cittadini d’altro canto non sono stati coesi e non avendo referenti cui rivolgersi si sono ritrovati allo sbando, anche se magari avrebbero dovuto trovare una soluzione anche con il semplice impegno civile. Oggi ho l’impressione che ricomincino a fidarsi, forse perché vedono una persona con un vero interesse per il paese, che guarda negli occhi i propri figli e pensa al loro futuro.

Poco meno di trecento le persone hanno riservato a te il proprio voto. Ti aspettavi di suscitare un consenso così nutrito? A cosa pensi sia dovuto?

Sapevo di poter contare su un appoggio che si aggirava attorno a quelle cifre, anche se non mi aspettavo certo di raccogliere più preferenze di altri nomi blasonati. C’era chiaramente timore, suspense. La campagna elettorale mi è piaciuta molto perché mi ha permesso di conoscere molte persone nuove. È il momento in cui inizi a farti le prime idee su coloro che si candidano ad amministrare la città. Il mio risultato elettorale lo devo alla mia famiglia e a mio padre in particolare, per aver canalizzato verso di me tutta una serie di aspettative collettive. Più che i miei coetanei credo siano stati gli adulti a puntare su di me come su una persona interessata a far progredire il paese, uno che non si ferma davanti agli ostacoli, capace di far valere le proprie istanze.

Su cosa si è concentrata la tua attività di consigliere e di delegato sindaco di Palombaio finora?

In primis ho deciso di seguire attività di manutenzione sull’impianto di pubblica illuminazione di via Aspromonte e di Corso Vittorio Emanuele, interventi straordinari in alcune aule dell’istituto scolastico e al cimitero, la manutenzione della piccola piazzetta La Fontanina nel rione Valente e la riparazione delle fontane pubbliche. In estate ho seguito le operazioni di irrigazione dei lecci di piazza Milite Ignoto, resesi necessarie per fronteggiare la siccità. A breve arriveranno le staffe delle panche sia nei pressi dell’edificio scolastico che in piazza. Ho chiesto di riasfaltare Corso Vittorio Emanuele ma non è stato possibile esaudire la mia richiesta, quindi ho puntato almeno sull’ingresso nel centro abitato. Si faranno anche tre dossi di rallentamento, uno all’ingresso da Bitonto, uno al centro e uno in uscita verso Mariotto, per far rallentare il traffico. Per quanto riguarda il cimitero ho ottenuto un aumento delle somme ad esso destinate da 45mila a 95mila. Ho chiesto anche al primo cittadino di portare in consiglio metropolitano la messa a bilancio della fabbricazione di un nuovo marciapiede che colleghi la fine dell’abitato al cimitero. A breve questo bilancio dovrebbe essere approvato. So che la città metropolitana ha già inserito a bilancio il finanziamento di una nuova segnaletica con punti luminosi per la Sp 89. Abbiamo sistemato un problema agli impianti di riscaldamento della delegazione comunale che aveva causato problemi nella fruizione degli uffici, la Pua (la Porta Unica di Accesso ai servizi sociali, ndr) è di nuovo attiva e mi sto adoperando per cercare un luogo più grande per ospitare vecchi e nuovi servizi, come l’ufficio anagrafe, i servizi sociali e la guardia medica, e che offra maggiori comfort ai cittadini, una sala d’attesa, dei bagni adeguati.

Non c’è il rischio che a furia di pensare alle piccole opere di manutenzione, per quanto improcrastinabili e fondamentali, anche sul piano simbolico, come segnale di cambiamento, si possa perdere di vista la necessità di un disegno più grande, capace di ridare la giusta fisionomia a frazioni che sembrano aver smarrito innanzitutto la propria identità agricola?

Non ho mai perso di vista la vocazione agricola di Palombaio, ma credo che sia necessario prima concentrarsi sui piccoli problemi strutturali. Bisogna partire dalle basi. Senza marciapiedi o strade ben messe difficilmente si riesce ad invogliare a frequentare maggiormente le frazioni. Guardando anche a Matera 2019 credo che dobbiamo tornare alle vecchie tradizioni gastronomiche e alla vocazione rurale. Abbiamo un olio come quello dell’azienda Cuonzo da poco premiato al Biol, ottimi vini di produttori locali, verdure a km 0. Vorrei concentrarmi sulle strade rurali per far diventare Palombaio meta di cicloturismo. Qualche b&b sta già nascendo. Ora tocca a noi continuare a lavorare per rilanciare il turismo.

Tu hai un rapporto diretto con l’ambiente rurale. Sei nato e cresciuto in campagna, la tua famiglia possiede un’impresa agricola, conosci molto bene il territorio campestre. Cosa manca a Palombaio da questo punto di vista? Su cosa bisogna concentrarsi?

Credo che si possa e si debba fare sicuramente qualcosa in più nell’ambito della sicurezza, rurale e non, magari puntando sul potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e sulla creazione di un presidio di polizia.

Durante la campagna elettorale Abbaticchio ha spesso parlato di sport e periferie. Palombaio ha urgente bisogno della riqualificazione del campetto di calcio. A che punto siamo?

Ne ho già parlato con l’assessore Domenico Nacci e insieme stiamo vagliando varie ipotesi per recuperare il campetto, che è stato vandalizzato e necessita di una riqualificazione complessiva abbastanza onerosa con interventi su infissi, impianti e bagni, oltre che del rifacimento del manto sintetico. Ci vuole ancora un po’ di pazienza per permetterci di studiare la soluzione migliore.

In qualità di giovane alla prima esperienza con la macchina amministrativa, che impressione ti sei fatto delle normali difficoltà burocratiche? C’è intesa con gli uffici, con i dirigenti, con il primo cittadino?

I tempi della burocrazia sono senza dubbio un elemento da tenere in considerazione. Ma gli ostacoli che riscontro quando mi interfaccio con gli uffici sono principalmente due: i vincoli economici stringenti cui sono sottoposti gli enti locali e la carenza di organico. Se per la prima c’è purtroppo ben poco da fare, per il secondo problema si è già fatto molto con l’assunzione di forze fresche alla fine dello scorso anno. È chiaro che il ricambio generazionale riveste particolare importanza. Per quanto riguarda i miei rapporti con il sindaco Abbaticchio, penso che stia apprezzando il mio modus operandi. Essendo il suo secondo mandato la gente si aspetta molto da lui e c’è sicuramente molta pressione. Per questo dobbiamo continuare a lavorare senza sosta. Solo così si potranno raggiungere dei risultati.