Viaggi senza barriere

TrackAbility, nato dall'intuizione di tre giovani formatrici, è il primo portale in Puglia destinato a chi ha particolari esigenze di accessibilità

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Turismo accessibile è un’espressione, a suo modo, meravigliosa. E, al contempo, un’addizione ancora tutta da fare, necessaria. Perché è in grado di ricongiungere, sul piano concettuale e linguistico, due mondi che in via teorica dovrebbero andare sempre a braccetto, come fossero sposi inseparabili, ma che per le strade della realtà procedono spesso a passi diversi. Il primo, preso per la collottola dalle braccia frettolose del profitto; il secondo, quello dell’accessibilità, lasciato dietro ad annaspare, in attesa che tutt’attorno s’accorgano di quanto indivisibili questi coniugi dovrebbero rimanere.

Pensiamoci. Se il turismo è ormai considerato unanimemente un bisogno primario e un diritto giuridicamente regolamentato (dalla legge 135/2001 e dalla Carta del turista del 2010), è chiaro allora che per raggiungere l’universalità cui dovrebbe fisiologicamente anelare, a garanzia di uguaglianza e parità di trattamento, debba essere esteso – reso accessibile, appunto – a tutte quelle persone con esigenze speciali che per un motivo o per l’altro rinunciano a viaggi e vacanze. Non solo a causa di forme di disabilità motorie o delle ormai ultra-nominate barriere architettoniche, ma anche per via di altre, specifiche condizioni, che non consentono loro di muoversi agevolmente in totale libertà: l’età avanzata, per esempio, le intolleranze alimentari, la gravidanza, disabilità sensoriali o intellettive, malattie croniche, numerosità del nucleo famigliare, presenza di un animale domestico e tante altre forme di limitazione.

Il turismo accessibile è dunque questione di giustizia, di democrazia e di progresso umano, ma non solo. Come dimostrato dai numeri snocciolati nelle conferenze di settore degli ultimi anni, è anche un potenziale mercato, dal valore, se ci si mette dentro l’indotto, di ben 800 miliardi di euro. Basti pensare che secondo gli studi della Commissione Europea anche nel caso del minimo impegno – interventi di messa a norma o una leggera formazione del personale, per intenderci – si otterrebbe un incremento del fatturato europeo del 18%, equivalente a 140 miliardi. Un mercato, tra l’altro, che non conosce saturazione (perché più si migliora e più cresce) e offre un ritorno dell’investimento (Roi) molto rapido, circa un anno. In Italia, secondo l’osservatorio Europcar, sono quasi dieci milioni, il 16,4 % delle famiglie, i cittadini che in vacanza riscontrano problemi di accessibilità. Un esercito di turisti che se trovassero servizi adeguati genererebbero un impatto diretto sul PIL di 11,7 miliardi di euro e una spesa indiretta, incluso l’indotto, di 27,8 miliardi. Numeri ciclopici, che non dovrebbero faticare a convincere anche il privato della sostenibilità e profittabilità di una scelta che è già, di per sé, quella giusta.

È su queste premesse che può germinare un progetto come TrackAbility, il primo portale pugliese che mira a diventare un importante anello di congiunzione tra i bisogni dei turisti con speciali esigenze e le strutture ricettive. Ed è sotto questa ottica di duplice opportunità –  umana ed economica –  che va valutato. Un’idea che nasce in primis da un profondo desiderio di inclusione e di rispetto per ogni singolo individuo e che soltanto in un secondo momento si trasforma in un potenziale modello di business. Angela Squicciarini, Sappia Fanelli e Luciana Carbonara sono infatti tre formatrici under trenta (rispettivamente di Bitetto, Grumo e Bitonto), attive nell’ambito dell’assistenza e della formazione di studenti e persone con disabilità, nonché esperte di turismo accessibile, che puntano ad un sacrosanto ripensamento della filiera turistica per assicurare accessibilità vera, certificata, a chi ne ha bisogno.

trackability
Il team di TrackAbility: da sx a dx Sappia Fanelli, Angela Squicciarini, Luciana Carbonara

È proprio il loro background umanistico, oltre all’esperienza diretta a contatto con alcune delle categorie di persone che potrebbero figurare a breve tra gli utilizzatori di TrackAbility a rendere particolarmente emozionante e radioso questo progetto, già premiato a novembre dalla Regione Puglia con un finanziamento di 15mila euro, vinto dal team rosa nell’ambito del bando “Pin-Pugliesi Innovativi”. Quel mantra un po’ ruffiano del marketing 2.0, ovvero “il cliente al centro”, quasi una forzatura a tendere opportunisticamente braccia ed orecchie a chi poi paga, è per loro una naturale predisposizione, dato che per estrazione accademico-culturale sono abituate a considerare l’uomo – nell’unicità dei suoi bisogni, aspirazioni e comportamenti – come principale destinatario e attore dei processi di sviluppo e di crescita. “Non è giusto pensare soltanto a se stessi”, spiega Angela, presidentessa dell’associazione costituita per portare avanti il progetto, con evidente trasporto.

Fare turismo, viaggiare, significa fare esperienze di vita, socializzare, recuperare benessere, affermare la propria personalità, crescere e molto altro ancora. Aumentare il grado di accessibilità significa, molto semplicemente, dare accesso a tutte queste sacrosante facoltà a quante più persone possibile.

schermato sito trackability
Come funziona TrackAbility

Per farlo le ragazze hanno messo a punto un iter standardizzato davvero semplice e chiaro: l’ufficio tecnico partner di Trackability effettua un sopralluogo presso le strutture interessate, cui viene poi proposto un piano di adeguamento e di formazione per il personale. Solo al termine del percorso l’operatore potrà ricevere una certificazione ed essere inserito sul portale, dove gli utenti potranno quindi effettuare ricerche per tipologia di servizio richiesto (disabilità alimentare, mentale, fisica, ecc.), tipologia (b&b, albergo e altro) o per località e trovare le schede informative delle aziende che hanno investito sull’accessibilità.

Trackability Home
La schermata di ricerca di TrackAbility

Ampio spazio anche per gli itinerari accessibili, inseriti nel progetto “All across Puglia”, che è stato sottoposto all’attenzione di “Welfare, che impresa” a Milano, un concorso che mira premiare e supportare i migliori progetti di welfare di comunità in grado di produrre benefici in termini di sviluppo locale arrivando tra i progetti finalisti per la categoria Sud. Si tratta di esperienze di viaggio su misura, con la possibilità di richiedere un assistente di viaggio personale. Anche qui con un occhio di riguardo alla formazione di figure specifiche, gli accompagnatori, un’opportunità per chi vuole lavorare nel settore dei servizi alla persona.

L’obiettivo finale è quello di ristabilire l’equivalenza “benessere per chi viaggia uguale a ricchezza per l’economia”. Un binomio che per giovani imprenditori dal cuore grande, come Angela, Sappia e Luciana, potrebbe davvero rivelarsi vincente.