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I segreti della Città proibita. A Treviso ritorna la Cina. | Stampa |
di La segreteria della mostra   
venerdì 24 luglio 2009
I Segreti della Città Proibi­ta. Matteo Ricci alla Corte dei Ming» aprirà i battenti il pros­simo 24 ottobre, a fare da natu­rale prosecuzione al percorso avviato nel 2005 con «La Nasci­ta del Celeste Impero» e conti­nuato due anni dopo con «Gen­gis Khan e il Tesoro dei Mongo­li ». La Città Proibita di Pechi­no, favolosa reggia fatta costru­ire tra il 1406 e il 1421 da Yon­gle, terzo imperatore della di­nastia dei Ming, è l’assoluta protagonista di questo terzo ca­pitolo del ciclo espositivo. At­torno e dentro la straordinaria città imperiale che occupa il centro di Pechino si snoderà il percorso espositivo, che da quest’anno potrà godere degli allestimenti tecnologici e inte­rattivi realizzati da Fabrica, il centro di ricerca sulla comuni­cazione del gruppo Benetton. Quattordici maestri ebanisti supervisionati da tre architetti hanno lavorato per due anni per costruire uno straordina­rio modellino in legno di tiglio di quaranta metri quadrati che riproduce fedelmente la Città Proibita. Tutti i dettagli che fi­niranno sotto gli occhi incurio­siti dei visitatori, sono curati al millimetro: persino l’inclina­zione delle tegole dei tetti corri­sponde al reale. Oltre il model­lo, i reperti, 350 in tutto, a rac­contare tre secoli di storia, arte e cultura.

La maggior parte arriverà dalle collezioni custodite nei palazzi imperiali e nei caveaux blindati. Preziosi gioielli, son­tuosi abiti di seta, pregiate por­cellane e oggetti della vita quo­tidiana della famiglia imperia­le affiancheranno dipinti, sta­tue d’oro, giade, tessuti, mobi­li. «La pittura - spiega il curato­re Màdaro - ebbe sotto i Ming uno sviluppo straordinario, e per la prima volta usciranno dalla Cina opere emozionanti, come un dipinto di 13 metri che rappresenta la vita a corte, ma anche paesaggi impressio­nisti ante-litteram». Una sezione speciale sarà de­dicata a Matteo Ricci, il gesuita italiano che all’inizio del dicias­settesimo secolo introdusse a corte le scienze occidentali e contribuì ad avvicinare l’Euro­pa all’Impero cinese. Rarissimi documenti autografi, antichi testi e ingegnosi meccanismi per lo studio dell’astronomia giungeranno dalle collezioni ricciane di Macerata e dal Mu­seo dell’Astronomia di Roma. Il ciclo sulla Cina si conclu­derà con la mostra dedicata al­l’Ultimo Impero, nel 2011, an­no della cultura cinese in Ita­lia, che vedrà il presidente di Fondazione Cassamarca Dino De Poli membro del comitato organizzatore degli eventi.