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A seguito delle dichiarazioni del sindaco Valla apparse sulla Gazzetta del Mezzogiorno (con le quali il primo cittadino “manifestava la volontà di proseguire l’attività amministrativa pur senza il contributo della minoranza”), l’Ing. Emanuele Pagone, ex assessore ai lavori pubblici, puntualizza e spiega, in una lettera, la natura di alcuni provvedimenti presi durante i cinque anni del suo mandato:
Sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” di martedì primo luglio leggevo un articolo cheriportava le dichiarazioni del Sindaco di Bitonto, dott. Valla, con le quali manifestava la volontà di proseguire l’attività amministrativa pur senza il contributo della minoranza.
Non conosco a fondo le motivazioni che hanno portato il dott. Valla a reagire
così duramente nei confronti della minoranza, preferisco quindi non entrare nella questione, ma le sue dichiarazioni mi hanno portato a qualche doverosa riflessione.
La prima riguarda il ruolo della minoranza in generale.
A chi sceglie di vivere l’incarico di amministratore con spirito di servizio, non risulta particolarmente gradito l’atteggiamento della minoranza, perché esercita una severo controllo su una attività che fisiologicamente è molto complessa.
Questo però è solo uno degli aspetti che deve mettere in conto chi sceglie incarichi di governo.
Risulta, a mio modesto avviso,comunque indispensabile cercare, anche a fatica, un terreno comune con la minoranza per un confronto su linee di sviluppo del territorio, dell’economia, del sociale nell’esclusivo interesse del Bene Comune.
Un dialogo costruttivo è oggi più che mai indispensabile soprattutto perché chi amministra è spesso lontano anche dal giudizio dei più che, scoraggiati dagli scarsi risultati della classe politica, non seguono assiduamente l’evoluzione della attività amministrativa.
Per questo sulle decisioni sui piccoli ma anche sui grandi temi si rischia sovente di rimanere soli.
Certo in una sana democrazia la decisione spetta alla maggioranza, ma nel rispetto dei ruoli una linea comune di intervento può risultare certamente più efficace. Il rispetto dei ruoli è indispensabile perché rende più credibile tutta l’attività di governo.
A riguardo, nell’articolo citato ho letto alcune dichiarazioni sui “grossi problemi sul tappeto” che mi hanno lasciato un pizzico di amarezza.
Ho interpretato “L’accelerata fortissima” per i lavori del sottopasso di via Giovinazzo come un interessamento sostanziale ad un procedimento che fino ad ora è andato a rilento.
In realtà la costruzione di quel sottopasso ha costituito una priorità della giunta Pice che, dopo decenni, è riuscita prima ad ottenere l’intero finanziamento necessario alla sua realizzazione, grazie alla fattiva collaborazione dell’Assessore Regionale ai Trasporti Mario Loizzo, e poi ha seguito il complesso iter amministrativo che tale opera d’arte comporta, soprattutto se si considera che l’intervento è inserito in una zona densamente urbanizzata.
Acquisiti i finanziamenti, è stato necessario adottare il progetto preliminare in Consiglio Comunale, curare la complessa fase degli espropri dei suoli in una zona tipizzata H e D
Ing Emanuele Pagone
Assessore ai LLPP
della seconda giunta Pice
4 e quindi molto costosa, gestire la canonica fase delle osservazioni e controdeduzioni prima dell’approvazione del progetto preliminare, redigere il progetto definitivo rispettando il tetto del finanziamento stanziato e il percorso planimetrico già approvato col progetto preliminare, acquisire tutti i pareri di competenza (e non sono pochi ENEL, ITALGAS, AQP, ASSESSORATI REGIONALI AI LLPP E TRASPORTI, USTIF, per citarne alcuni), concordare i percorsi meno invasivi per i lavori di spostamento dei sottoservizi vista l’importanza del sito interessato dai lavori.
E’ inutile dilungarsi sul complesso iter a cui un lavoro pubblico, con le attuali norme, deve sottoporsi, concludo dicendo che proprio in questi giorni l’Assessorato aiTrasporti sta predisponendo la Determina per l’approvazione del progetto che dopo aver acquisito faticosamente tutti i pareri di rito, autorizza l’appalto.
Di fatto quindi il procedimento è entrato nel vivo della fase gestionale che seguirà tra l’altro direttamente la Ferrotramviaria S.p.a. che, per la costruzione del sottopasso, è soggetto attuatore.
Per tutto ciò sono passati poco più di tre anni, certo potevano essere di meno, ma chi conosce i problemi connessi all’iter canonico di un lavoro pubblico di questo genere sa molto bene che è comunque un ottimo risultato considerando l’interazione con i diversi altri Enti sovracomunali.
Identica puntualizzazione merita la costruzione dei sovrappassi della ex SS 98.
L’Accordo Quadro per la realizzazione dei sovrappassi nasce nell’ormai lontano dicembre 2004 dalla collaborazione dell’Amministrazione Provinciale, ed in particolare degli assessori Nicola Terlizzese e Pasquale Picciariello e del consigliere Antonio Sblendorio, con il Comune di Bitonto e prevede un cofinanziamento Provincia-Comune per la realizzazione delle opere d’arte.
Nonostante l’interessamento continuo del responsabile del procedimento, ing. Nicola Anaclerio che ringrazio pubblicamente, il progetto ha dovuto fatalmente superare una prima fase che serve a definire la compatibilità dei tracciati planimetrici delle opere d’arte con i vincoli previsti dal PUTT, dal PAI, ambiente, preesistenze archeologiche etc.
Concordato il tracciato, vanno formalmente acquisiti i pareri prima della adozione/approvazione del progetto in Consiglio Comunale per poi dare corso alle canoniche procedure prima dell’appalto.
E’ inutile sottolineare che tale opera, voluta fortemente dalla giunta Pice e dall’Amministrazione Provinciale, ha una notevole importanza nello sviluppo della Città, ma comporta una definizione e una risoluzione molto accurata dei problemi urbanistici che l’interazione dei ponti provoca con i fabbricati esistenti. La prima stesura del progetto redatto dai competenti uffici della Provincia, che è il soggetto attuatore, è pervenuta al Comune di Bitonto solo nel marzo scorso (quando il Consiglio Comunale stava per sciogliersi) e necessitava ancora dell’acquisizione di parte dei pareri citati, prima della sua discussione e adozione in Consiglio Comunale. Si sono svolti più incontri congiunti fra Amministratori provinciali e comunali e tecnici per trovare una soluzione adeguata e rapida perché la Città ha bisogno di quei ponti e sono certo che l’iniziativa dell’attuale Amministrazione andrà nella stessa direzione.
Nella carrellata di iniziative enumerate dal dott. Valla, il progetto delle piste ciclabili è stato definito “sbagliato”.
Anche in questo caso per dovere di cronaca è necessario fare le opportune precisazioni e fornire qualche dato. L’Amministrazione di cui facevo parte, ha faticosamente partecipato al bando per ottenere il finanziamento dalla Regione Puglia (POR PUGLIA – misura 5.2 azione 3b per un importo complessivo di € 1.568.000) per la realizzazione delle piste ciclabili, oltre che con il chiaro intento di incentivare forme ecologiche e sane di mobilità cittadina anche per valorizzare la Lama Balice e il Centro Storico lungo via Solferino e via Castelfidardo.
Ottenuto un finanziamento di € 540.000 è stato rimodulato il progetto preliminare su quell’importo, rispettando i tracciati previsti nel progetto generale, e si è dato l’incarico al Politecnico di Bari per attività di supporto alla progettazione definitiva/esecutiva.
Nella fase di definizione del progetto, per ragioni di traffico su via Solferino e Via
Castelfidardo, si è verificata una “trascurabile modifica del tracciato previsto nel progetto preliminare” come riporta la delibera di approvazione del progetto definitivo della attuale Giunta.
Anche in questo caso è quasi superfluo sottolineare che la la Vecchia Amministrazione ha operato una scelta politica chiara sulla mobilità urbana, ha ottenuto il finanziamento, ha approvato il progetto preliminare e ha dato incarico per il supporto alla progettazione esecutiva che alla scadenza del mandato era quasi ultimata.
La prova è data dal fatto che nel nostro programma organizzativo per la metà di luglio dovevano essere appaltati i lavori e credo che ragionevolmente i tempi potrebbero essere rispettati.
Concludo questa noiosa esposizione di dati e procedure semplicemente sottolineando che il bando per l’assegnazione degli alloggi in zona 167 era stato approvato dallo scorso Consiglio Comunale e che solo l’impegno del sindaco Pice, nella seduta di approvazione, a non pubblicare il bando durante la campagna elettorale, per rispetto anche delle minoranze, ha impedito la chiusura dell’iter prima della fine del suo mandato.
Se non ci sono volontà della nuova maggioranza di cambiare qualcosa, caso legittimo, il bando è immediatamente pubblicabile. Il pizzico di amarezza che provo, nasce dal constatare che non è stato citato l’enorme lavoro svolto dalla giunta precedente che ha avuto se non altro il merito di dare un chiaro indirizzo politico investendo su infrastrutture nel territorio comunale che cambieranno l’intero assetto della Città.
Purtroppo, ad una chiara scelta politica, quasi mai corrispondono risultati visibili in tempi brevi soprattutto se si tratta di opere di questa rilevanza. Nel rispetto dei ruoli mi sarebbe piaciuto prendere atto che il dott. Valla avesse riconosciuto il lavoro svolto dalle forze di maggioranza che sostenevano la giunta Pice.
Mi consola sinceramente il fatto che sui “grossi problemi” la giunta in carica sta proseguendo nel solco della precedente, segno che le scelte operate erano giuste e rispondevano alle esigenze dell’intera Città.
Leggevo infine di una “mano tesa per svelenire i toni” del dott. Valla, ma i commenti sulle opere pubbliche in corso e il continuo sottolineare che oggi “si lavora per la Città e con le porte aperte” credo non vadano nella stessa direzione, soprattutto se si considera che chi ha amministrato prima, in modo giusto o sbagliato, operava con lo stesso spirito. |