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Ospedale di Bitonto: l'opinione di "la gente" | Stampa |
di Comunicato Ufficiale La gente   
venerdì 20 giugno 2008

Tanto tuonò che piovve.
E questa volta non solo c’è stata la pioggia, ma anche la grandine.
Il tutto si è abbattuto sul locale Ospedale Civile, coinvolgendo le intere comunità di Bitonto, Palombaio e Mariotto.
Colpa di una delibera regionale, resa pubblica da un articolo del giornalista de “La Repubblica”, Piero Ricci, che ha sancito il declassamento e la riconversione in “più utile struttura sanitaria territoriale” dell’ Ospedale di Bitonto.

Parole pesanti, come a dire che l’attuale struttura è INUTILE.
Vendola discolpa Fitto?
Ma la ferita mortale viene da lontano e risale alla fine degli anni settanta, quando il Consiglio Comunale di Bitonto non ascoltò il grido di dolore che veniva lanciato dal giovane assessore all’Igiene e Sanità, dott. Vincenzo Fiore, il quale, in occasione delb parere che si doveva esprimere sul I° Piano Sanitario Regionale, chiese al Consiglio di battersi per avere a Bitonto un nuovo ospedale da localizzare in una zona vicina alla chiesa della Madonna delle Grazie, lungo la direttrice per Palombaio.
Quella battaglia non fatta fu l’estrema unzione per l’Ospedale di Bitonto.Quello fu il peccato originale.
Tutto il resto ha la dimensione di pannicelli caldi e bombole di ossigeno per tenere in vita “il moribondo” per qualche giorno, in questo caso, per qualche anno.
Ora si tratta di salvare il salvabile, che non sappiamo quale possa essere, né, con i tempi che corrono per la Sanità, è possibile eliminare quel peccato.
E ben vengano Giunte e Consigli Comunali monotematici e barricate per cercare di non perdere quello che c’è, evitando così che al danno si aggiunga anche la beffa.
Ma una domanda poniamo: fra le tante riunioni e le tante udienze avutesi per giungere all’elaborazione dell’attuale Piano della Salute, è possibile che nessuna delle istituzioni bitontine sia stata convocata o ascoltata dalla Regione?
Pertanto, è giunto il momento di costruire un “tavolo di concertazione” che, facendo perno sugli uomini di buona volontà di Bitonto, si imposti un “progetto speciale per lo sviluppo di Bitonto e delle frazioni”, libero da ideologie, da logiche di appartenenza e da logiche di maggioranza e minoranza.
Questo per evitare che Bitonto viva sempre in emergenza e che amministrarla somigli ascendere all’inferno.