Nella vita, capita, certe volte, che possa accadere l’imprevedibile. L’imponderabile. L’imperscrutabile. Prendete un gruppo scorato, probabilmente con la testa ormai sotto l’ombrellone, spettatore in casa propria, per giunta, del trionfo dei rivali dell’Aversa. Una banda che di suonare non ha più voglia, insomma.
Poi, mettete di fronte una squadra discretamente dignitosa e tatticamente ordinata. Quindi, tutto sembrerebbe precipitare verso un irreparabile destino: sconfitta della prima, successo della seconda.
Sennonché il cuore dell’uomo (udite udite: pure in serie D) è un mistero senza fine bello. Così tra un mugugno ed un mormorio critico dei soliti sapientoni calcistici sugli spalti, sbuchi non si sa da dove una prestazione risorgimentale.
Allora, pronostici sballati e futuro diverso da come lo si immaginava, frettolosamente delusi.
E sarà ancora una volta Barletta-Bitonto.
Già, l’atto finale che concluderà gli spareggi riguardanti il girone H del campionato di serie D vedrà l’una contro l’altra armate le due protagoniste dell’intera stagione. Le due compagini che si sono affrontate in una sfida lunga chissà quante giornate in maniera fiera e altalenante. Salvo cedere il passo all’Aversa nelle ultime tre gare e vedersi buggerare dai campani di Sergio. Ma per arrivare all’esodo neroverde alla volta della città “colossale” c’è voluta un’impresa più o meno eroica, centoventi minuti di batticuore, per avere la meglio del Pomigliano. Che ha sfiorato la beffa di Bucaro – il nome del mister loro – avendo tenuto botta alle sfuriate bitontine, prima, ed esser passato in vantaggio, poi. Tant’è che all’intervallo i nostri scarpinavano tardi e lenti sull’erba, catturati dalle preoccupazioni. Loro, invece, uscivano dal rettangolo smeraldino con un sorriso splendente stampato in volto.
Ma procediamo con ordine.
Il sole scintillava guizzante sul prato pettinato, rare le nuvole a spasso per il cielo. L’estate era fra noi, senza ombra di dubbio. Il mister Antonello Altamura, sempre impeccabile nella mise, un po’ meno nell’eloquio, tant’è che una squalifica lo spingerà ad evoluire sugli spalti di mezza Italia, preferiva il biondo Ciofani al bruno Di Donato (niente paura: nessun motivo cromatico dietro la scelta) sulla fascia destra. Nel cuore della difesa, il jolly Cantatore faceva coppia con Piccirillo. Nel settore anteriore Potenza e Lisi potenziavano vespigni le fasce, Di Matera aveva l’ingrato compito di servire Ferrara, quantomeno evanescente nella prima parte. E Iannini? Si chiederanno i nostri lettori. Svetta titanico a centrocampo, quando carezza la palla, non sai che cosa possa creare: o un missile terrifico o qualche dribbling inebriante. In panca sedevano alcuni eroi della prima parte di stagione: Marcosano, il laterale di cui sopra, il bitontino doc Vincenzo Modesto e l’artista Pignatta. Di fronte, Bucaro puntellava la squadra su Nicoletti, regista pugnace e lungimirante, davanti a creare Ausiello e Alterio. Manco due giri di lancette: Di Matera incrociava nell’area avversa Potenza, che, solo davanti al portiere, forava una nuvola. Risposta del Pomigliano di lì a poco: Alterio si portava a spasso mezza difesa nostra e calciava, Galeano si distendeva e sventava. Al 9’ il giovane portiere si esibiva in un tuffo plastico sul tiro di Alterio, la sfera finiva tra i piedi di Genco, ma il guantone neroverde sventava alla grande. Tre giri di lancette e punizione dal limite di Ferrara, che addomestica la palla e calcia, Vigliotti ringrazia per la telefonata. Poco dopo la mezzora (al 36’, per la precisione), Mauro s’involava indisturbato fino al limite dell’area bitontina e fucilava dal limite. Vantaggio degli ospiti e tutti negli spogliatoi.
Possibile fattore X, incognita non prevista: la visita del prefetto nuovo sindaco negli spogliatoi, iniziativa del tutto spontanea, garantito. I leoncelli scambiano il campo per un’arena e rientrano colmi di forza leonina. L’assalto è affidato al talento del piccolo Giovinco de noantri Di Matera e alla maestosità di Iannini. E, al 51’, il miracolo si compiva. Il centrocampista scucchiaiava una calibrata punizione dai venticinque metri per la volèe letale dell’attaccante in miniatura: gol stupendo, anche se noi non siamo riusciti a descriverlo degnamente.
Non si capisce bene perché, mentre gli animi restavano generalmente sereni, era Monaco da Tivoli che perdeva la Trebisonda e – per rimanere in tema – andava nel pallone: due espulsi, decisioni a capocchia, fischi timorosi e impossibili da intendere.
Erano supplementari. Da registrare solo un episodio. Sei minuti di extratime e il solito Iannini, passato nel frattempo a fare il centrale per il rosso a Cantatore (n.b.: per fallo da…terzultimo uomo), scivolava sull’out di destra e sparava nell’angolo, ottimo il riflesso di Vigliotti. Fra crampi e dolenzie varie, finiva uno a uno e si poteva far festa.
E, qui, o tornate a leggere l’incipit dell’articolo o, più semplicemente, cominciate ad organizzarvi per domenica prossima, quando andremo a colorare di neroverde Barletta…
Bitonto-Pomigliano 1-1 dts
BITONTO: Galeano, Ciofani, De Pasquale, Sanso (77’ Costantino), Piccirillo, Cantatore, Lisi (54’ Pignatta), Iannini, Ferrara, Di Matera, Potenza (46’ Modesto). A disp.: Montagna, Marcosano, Di Donato, Falco. All.: Liso
POMIGLIANO: Vigliotti, Mauro, Bianciardi (102’ D’Avanzo), Nicoletti, Carrieri, Esposito (91’ Alfieri), Genco (60’ Ceci), Viscido, Pastore, Ausiello, Altiero. A disp.: Gatti, Imbriaco, Spagnoli, Pignalosa. All.: Bucaro
ARBITRO: Monaco di Tivoli
MARCATORI: 36’ Ausiello (P), 61’ Di Matera (B)
NOTE: Spettatori 1300 circa, con 100 tifosi ospiti. Ammoniti: Ferrara, Di Matera, Costantino per il Bitonto, Pastore e Carrieri per il Pomigliano.
Espulsi: Mauro (P) al 59’ per doppia ammonizione, Cantatore (B) all’87’ per fallo da ultimo uomo. Calci d’angolo: 9 a 8. Recuperi: 1’pt+1’st+0’pts+2’sts. |