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La banda di Altamura, incamerato già il diritto di disputare i play off, non riesce a superare il gruppo di Ortega, che, invece, prova ad evitare i play out. Insomma, i ventidue uomini in mutande stavano pensando ad altro. Non si può spiegare diversamente un pomeriggio così triste e buio.
Consiglierò al mio vicino di tribuna di cambiare il dentista, visto che ieri mi ha mostrato un ponte all’altezza del molare alquanto pericolante. Erano le 16 e 24 di domenica, orario che corrispondeva col ventesimo preciso della sfida (che parolone: trema la mano a scriverla, in questo caso) fra Bitonto e Fasano. Il ragazzo sedutomi accanto si produceva in uno splendido sbadiglio, che disegnava, con la sua bocca, uno zero tondo tondo. Era il risultato della gara che, stancamente, si andava squadernando dinanzi ai nostri occhi.
Un cielo azzurro che più azzurro non si può, un meriggio d’estiva primavera, l’oro del sole illustra ogni filo d’erba (piuttosto alta). Antonello Altamura, mise da fotomodello, nonostante un accenno di lieve “scocca”, sceglie il biondo Cofani, a destra, e il brevilineo Di Matera, sul lato manco. Al centro della difesa, piazza il factotum Cantatore (a quando pure i guantoni di portiere?), nel cuor della pugna ci vanno l’inconsistente Costantini e l’immenso Iannini, oggi alquanto spento. Ortega replica con una formazione discretamente trincerata, che ruota intorno al protervo Ruffini e davanti il trio offensivo (si fa per dire) Escobar-Garofalo-Radicchio.
Al principio, è solo uno sciabolar di stinchi. Minizuffe s’accendono qui e là. Più calci che calcio, in realtà. Poi, all’8’, il nostro Zizou doma la sfera ai trentacinque metri e silura un missile che fa volare Fortunato. Quattro minuti dopo, il minuscolo Giovinco de noantri si muove bene, zompa Pistoia e calcia male: blocca il raccattapalle. Poco dopo la mezz’ora, Pisano si ritrova il cuoio fra i piedi e prepara un’omelette succulenta. Buttazzoni s’incunea e viene abbattuto dal difensore fasanese. Rosso fatale e punizione dal limite. Iannini atterrisce il portiere avversario, ma non insacca. Tutto il resto è noia, secondo Franco Califano. O taedium vitae, secondo Francesco Petrarca. O ennui, secondo Charles Baudelaire. Oppure, ancora, susta, secondo Giacomo Leopardi. Insomma, nella rete di Nino, il magazziniere bitontino, c’erano due palle in più. Le nostre.
Il secondo tempo è un divertimento che levati. Al 7’, conclusione risibile di Amato. Mentre quasi tutti sugli spalti cominciano a sonnecchiare, Radicchio tira e Cantatore respinge di mano. “No, rigore”, sembrano disperarsi i tifosi neroverdi. Niente paura, lontano, la bandierina garrisce al vento e salva i leoncelli. È fuorigioco. Miracolo al 27’ in via Megra: si sveglia (sì, avete letto bene: si sveglia, dopo più di un’ora di corse vane) Ferrara: tacco savio per Lisi, che tira sbirolo. A proposito, abbiamo già allertato la polizia postale perché rintracci l’hacker, che ha avuto l’ardire di truccare i dati del curriculum dell’attaccante palermitano. Massime quelli riguardanti le reti segnate. Le squadre non si sbattono più di tanto per vincere, gli spettatori si abbattono.
Altri due match e si chiuderà questa stagione, che poteva essere trionfale e che rischia di essere paradossale. Soprattutto se si considera che, all’ultima giornata, potremmo – ironia della sorte – mirare l’Aversa festeggiare, nel nostro “Città degli Ulivi”, la promozione in C2.
BITONTO: Galeano, Ciofani (34’ Di Donato), De Pasquale, Costantino (65’ Sanso), Maglione, Cantatore, Lisi, Iannini, Ferrara, Buttazzoni (53’ Potenza), Di Matera. A disp.: Montagna, Marcosano, Scarlato, Viola. All.: Altamura
FASANO: Fortunato, Pistoia, Pisano, Ruffini, Amato, Cota, Milanese, Condò, Escobar (85’ Cisternino), Garofalo (74’ Severini), Radicchio (46’ Greco). A disp.: Demare, Recchia, Candida, Schiamone. All.: Ortega
ARBITRO: Menicatti di Lecco
NOTE: Spettatori 1200 circa. Ammoniti: Cantatore e Buttazzoni per il Bitonto, Garofano per il Fasano. Espulso al 32’ Pisano (F) per fallo da ultimo uomo.
Calci d’angolo: 8 a 2. Recuperi: 1’pt+4’st. |