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Ascendendo l’erta di via Megra, pare non ci sia differenza tra questa domenica e le giornate radiose d’inizio stagione: un vento inaspettatamente rabido, qualche batuffolo di nuvola a spasso per l’azzurro del cielo, l’oro del sole fruga fra l’immondizia, che giace sotto il ponte di Santa Teresa.
E, invece, c’è qualcosa di diverso nell’aria. Almeno a livello di percezione. I tifosi, tiepidi, hanno passo più mesto. Vanno su con poca fiducia. Le parole che si scambiano sono quasi tristi. Critiche per tutti, tra l’altro. Sugli spalti, spazi grigi si schiudono qui e là. Non era mai successo, quest’anno.
In panca c’è Antonello Altamura, non più Giacomo Zunico. O, meglio, Altamura è dietro la grata di recinzione, completo matrimoniale in dosso e tanta grinta furibonda. A destra, non Di Donato, ma Ciofani il teutonico. Centrale, il jolly Cantatore. Lisi, esterno destro alto, dall’altra parte, il minuscolo Di Matera, Giovinco de noantri. In mezzo al campo, nel cuore della pugna, Giuseppe Sanso dal piede saggio e Iannini, fuoriclasse a volte immenso, a volte svagato.
Mister Di Pasquale prova a rubacchiare almeno un punticino e mette in cabina di regia Malagnino e sistema davanti Branicki, il polacco capace di fare reparto da solo. I neroverdi giocano con personalità e autorità. Da subito.
Cento secondi: tracciante millimetrico di Iannini, Ferrara si divincola bene fra le maglie strette avverse, stoppa e colpisce il portiere. Al 5’, sempre la punta panormita manca l’impatto con la sfera di testa, ad un soffio dalla rete altrui. Piovono fischi e sarcasmo. Sinistro di Di Matera, un minuto dopo, incrocio sfiorato. Al 17’, triangolazione tra Buttazzoni e Ferrara, che conclude ignominiosamente.
È il piede di Galeano, al 23’, a sventare il possibile, beffardo vantaggio dei venosini. Che, fin qui, si sono distinti solo per i rinvii perigliosi di Curci. In seguito ad un’altra combinazione artistica dei nostri avanti, poco dopo, Lisi buca i cartelloni pubblicitari.
È il fantasista argentino, al 34’, a scompigliare la difesa avversaria, il portiere devia con difficoltà, Ferrara, a porta deserta (pfui, meno male…), mette nel sacco. Più che meritato uno a zero. I leoncelli hanno la carica giusta, canini affilati mostrando. Primo minuto di recupero: Lisi avvia il contropiede e libera Di Matera al limite dell’area, il gioiello in miniatura arrota l’esterno e raddoppia.
I gialloverdi dovrebbero rientrare, dopo l’intervallo, quanto meno iracondi. Ma sono sempre i bitontini a dominare. Ci proveranno solo Greco e Branicki, ma Galeano è oltremodo sicuro in ambedue i casi.
I tifosi avversari canterini srotolano uno striscione con su scritto: “Siamo stanchi dei torti”. Mah. E, allora, noi cosa dovremmo dire?
Tralasciando una miriade di piccole decisioni arbitrali più che dubbie, raccontiamo quel che accade al 78’. Di Matera entra nei sedici metri e inebria il povero Giunta, che lo stende. Tutti vi riconoscono i segni del rigore.
Tutti tranne uno, colui che avrebbe dovuto fischiarlo. Più forti di tutto, anche stavolta. A dieci dal termine, si apre il convegno dedicato alla magia. Lisi, finalmente felice di accentrarsi, stoppa e imbecca Di Matera, sombrero e tocco fatato per Buttazzoni, lob lieve su Curci, la bianca traversa vanifica la poesia.
È proprio vero, le cose belle non hanno vita facile, in questo mondo.
Il Barletta fa harakiri in casa col Pomigliano, l’Aversa avanza verso la C2 con incedere marziale (tipo il nostro d’inizio stagione).
Al Bitonto non resta che afferrare i play off. Sarebbe, comunque, la prima volta nella sua storia. Oltre che una possibilità da sfruttare per tentar la ventura di issarsi più su della serie D.
Carpe diem, consigliava, tanto tempo fa, un illustre Venosino. Senza credere molto nel futuro, aggiungeva d’acchito, però.
BITONTO: Galeano, Ciofani, De Pasquale (42’ Di Donato), Sanso (88’ Costantino), Maglione, Cantatore, Lisi, Iannini, Ferrara (74’ Potenza), Buttazzoni, Di Matera. A disp.: Montagna, Scarlato, Marcosano, Viola. All.: Altamura, squalificato. In panchina, Liso
VENOSA: Curci, Livieri (69’ Piscopo), Tranchino, Giunta, Musco, Conte, Greco, Malagnino, Branicki, Baratto (46’ Nano), Ciocia (82’ Persichino). A disp.: Castelgrande, Grasso, Di Tommaso, Massaro. All.: Di Pasquale
ARBITRO: D’Angelo di Ascoli Piceno
MARCATORI: 34’ Ferrara, 46’ Di Matera
NOTE: Spettatori 1100 circa. Ammoniti: Sanso e Iannini per il Bitonto, Malagnino per il Venosa. Calci d’angolo: 7 a 3 per il Bitonto. Recupero: 2’pt+3’st. |