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dal 10 al 18 maggio 2008
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Il Bitonto schianta il Grottaglie e bracca l’Aversa | Stampa |
di Mario Sicolo   
domenica 2 marzo 2008

Non importa che Aversa e Barletta, pur se col fiatone (due striminziti successi casalinghi su Pomigliano e Viribus), continuino a marciare in vetta. La banda di Giacomo Zunico torna alla vittoria e va diritto per la sua strada. Sprofondato a -10 il Grottaglie inseguitore, i play off restano ben centrati nel mirino. Non altro era l’obiettivo al principio della stagione, confessiamocelo. Sogni a parte…

Alacri filologi comunicano d’aver ritrovato un vecchio palinsesto fra tomi polverosi d’una biblioteca antica. Sulla pergamena, per via di incisioni troppe e maldestre, s’intravvede a stento il titolo dell’opera: la scritta “…seu de principatibus” segue un’abrasione marcata.

Ma, insomma, non c’è dubbio: si tratta d’una copia del Principe di Niccolò Machiavelli. Passando al vaglio il testo, si nota come il Segretario fiorentino definisca l’uomo virtuoso un po’ “golpe” (cioè volpe, furbo) e un po’ “lioncello” (ovvero piccolo leone, coraggioso). Questa è la variante dell’autore, visto che si pensava fosse “lione”.

Insomma, scaltrezza e ardimento dovrebbero essere le doti precipue d’un essere umano. Massime se bitontino, aggiungiamo. Eggià, perché da che calcio è calcio, qui da noi, i pedatori in neroverde vengono chiamati leoncelli.

Oggi, hanno, infatti, furbescamente gabbato i grottagliesi, che indarno rimuginavano calcio.

Ma partiamo dall’inizio, come fanno i bravi cronisti.

L’alopecia pare essersi mangiucchiata un po’ il giardino del “Città degli Ulivi”, piano si cheta il vento, che è l’affanno d’un cielo terso. Sì, sebbene azzurra, è una volta attraversata da un’inquietudine segreta: ci sono due angioletti da ricordare. Ciccio e Tore, assopitisi per sempre in fondo ad un inferno buio e cieco. Dimenticati da tutti. Che li cercavano dappertutto fuorché a due passi da casa. I nazgul promettono di tenerli nel cuore in eterno. Certo, proviamo a consolarci così, dicendo che sono volati come due creature celesti. In realtà, non ce lo perdoneremo mai d’esserceli fatti sfuggire. Ma questa è un’altra storia. Immensamente misera.

Comunque. C’è da narrare una partita di calcio. Lo sport che i due fratellini avranno praticato prima di spegnersi.

Mister Zunico deve fare a cazzotti con l’emergenza – causata da infortuni e squalifiche in gran copia –, basta mirare la tribuna per prendersi uno spavento. La fascia sinistra è tutta nuova: Ciofani basso e Di Matera alto. Per una volta, risulterà titanico Sanso, nel cuore della pugna, non Iannini, menomato da dolenzie varie. Di fronte, l’ex Del Rosso punta sulla coppia D’Amblè-Chiesa e sull’egregio direttore d’orchestra Marini.

Aureliano da Bologna (udite, udite: non ha fatto danni né ha tirato fuori cartellini!) non ha ancora staccato il fischietto dalle labbra e i neroverdi sono già in vantaggio. Diciannovesimo secondo: il nostro Zizou lancia Buttazzoni, che stoppa e calcia verso la porta avversa, Pirone contra la conclusione, ma non impedisce alla sfera d’oltrepassar la riga bianca. Sette minuti dopo, è ancora il sudamericano di collo da fuori, Laghezza blocca.
Sessanta secondi e Lops crea scompiglio nell’area bitontina, alla carlona si rinvia. Al 17 è Di Matera a liberare Giuntoli, che non punge. A ridosso della mezzora si registra una punizione di Lacarra, radente, ma tutt’altro che perigliosa. A 2’ dall’intervallo, la palla danza al limite dei sedici metri tarantini, Laghezza e Pirone si mettono a carolare a tempo intorno al cuoio, al ballo di gruppo decide di partecipare il nostro fantasista argentino, che li anticipa, tocca e accompagna nel sacco. Raddoppio provvidenziale.

Si riparte con i blancoblu assatanati, i neroverdi guardinghi e vespigni al contempo. Chiesa ci prova subito: costrutto zero. Al 19’, triangolazione spettacolare fra Favret, Lops e D’Amblè, Galeano abbranca sul prato. Giuntoli fa il pieno di busse, Lisi entra e dona vivacità alla manovra nostra. Chiesa, al 25’, becca il legno sulla sinistra di Galeano con una stangata al volo. Alla mezzora, Maglione – una volta tanto – va in avanscoperta fino alla trequarti altrui, Lisi libera Giuntoli, che impallina Laghezza. Iannini, stracco, non fa a tempo ad uscire che il Grottaglie accorcia. Chiesa fa la sponda per D’Amblè, che in artistica rovesciata trafigge l’estremo bitontino.
Non s’arranca più di tanto fino al termine, le dolci mail di Lops e Marchi al goalkeeper bitontino non mutano le sorti della tenzone.

I Tabellini

BITONTO: Galeano, Di Donato, Ciofani, Sanso, Maglione, Scarlato, Potenza, Iannini (74’ Modesto), Giuntoli, Buttazzoni (65’ Lisi), Di Matera (52’ Costantino). A disp.: Montagna, Piccirillo, Viola, Ferrara. All.: Zunico

GROTTAGLIE: Laghezza, Di Donna, Pirone, Marini, Camassa, Solidoro (81’ Spada), Favret, Lops (91’ D’Amario), D’Amblè, Chiesa, Lacarra (46’ Marchi). A disp.: Giannone, Fortugno, Carlucci, De Riccardis. All.: Del Rosso

ARBITRO: Aureliano di Bologna

MARCATORI: 19’’, 43’ Buttazzoni (B), 75’ Lisi (B), 77’ D’Amblè (G)

NOTE: Spettatori 1100 circa. Calci d’angolo 3 a 1 per il Grottaglie. Recuperi: 1’pt+3’st.