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VIAGGIO INTORNO ALL'UOMO

personali di
Pino Gesualdo e Rita Ricci

dal 10 al 18 maggio 2008
presso la redazione di
"Primo piano"

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Il Bitonto non vince più e comincia pure a perdere | Stampa |
di Mario Sicolo   
domenica 17 febbraio 2008

Basta un’autorete a mettere kappaò il Bitonto. Che, adesso, è sei punti dietro il Barletta, che sembra non cedere d’un millimetro e, domenica prossima, sarà di scena a Lavello per una pura formalità. In più, s’è issato al secondo posto l’Aversa, che ha pareggiato con un forte Brindisi, prossimo avversario dei neroverdi.

Prima della cronaca, concedeteci, comunque, qualche piccola divagazione letteraria. Fidando nel vostro muto consenso, profittiamo.

E procediamo. Cesare Zavattini, inguaribile battutista, oltre che raffinato e tagliente scrittore, soleva ripetere che, solo nel nostro malconcio Stivale, chi va a coricarsi generale può ridestarsi fantaccino il dì seguente. Come dire, oggi sono eroe, domani chissà, potrò divenire pure brocco.

Ancora. Severino Boezio, pensoso filosofo medievale, nel suo saggio sulla tranquillitas animae – la tranquillità dell’anima – scriveva dell’imprevedibile impetus volventis rotae, che, tradotto in volgare fiorentino a noi coevo, vale “impeto della ruota che gira”. Insomma, l’imperscrutabile volere della Dea bendata, secoli e secoli prima di Michele Bongiorno, sovrano assoluto dei quiz.

Terza ed ultima divagazione. Correte nelle librerie, vi è appena giunto, fresco di stampa, un tomo imperdibile, titolo un po’ lungo, ma argomento di sicura presa: “Come attaccare novanta minuti, creare dieci palle gol nitide, colpire un palo e una traversa, farsi autorete e perdere senza subire un solo tiro”, casa editrice Bitonto calcio.

Ora, prima di entrare nel vivo della iellatissima sfida fra neroverdi e biancoblu campani, munitevi di cornetti, capi d’agli e souvenir gibbosi d’ogni taglia, insomma, raccogliete quanto avete, in casa o in ufficio, di apotropaico e mettetevi comodi.

Cielo d’un azzurro purissimo, nuvolette graziose e leggere come ghiaccioli d’ovatta, lama polare che sferza l’erba, adusta per troppo gelo, è il vento. Zunico Giacomo da Napoli punta sulla coppia avanzata formata da Pignatta, dal primo minuto sul prato, e il furetto Lisi, alle loro spalle, il fantasista Potenza. Di fronte, Sergio La Cava, che condusse in porto la problematica salvezza dei leoncelli, lo scorso anno, sceglie il suo prediletto 4-4-2 con Semplice e Prisco che fanno la molla sulle corsie esterne per farsi più minaci. In soldoni: vittime sacrificali non ce ne saranno. Bitontini avvisati…

Fasi di studio già a farsi benedire. Tre occasioni ghiottissime piovono giù, immediatamente. Al 3’ Pignatta scalda il mancino, Masullo ne ode il sibilo, ma non si cura più di tanto. Due minuti dopo, Modesto, pertinace e volonteroso come pochi, duetta con Lisi, che scodella al centro, piattone di Potenza e sfera che rotola beffarda sul fondo. Altri centottanta secondi e rinvio sbirolo degli avversari, Iannini doma col petto e calcia il cuoio in area, s’intrude Potenza, che ridicolizza portiere e sé stesso, sprecando puerilmente. Corner campano al 13’: batte De Rosa, Stanzione colpisce di biglia, il corpo di Sanso beffa Galeano, già lungo lungo in giardino siccome Carolina Bonaparte. Ospiti in vantaggio. Non ci crede nessuno. Così, seguono venti minuti di autentico sgomento, che rischia la facile rima con scoramento. La mezzora è passata da un soffio, quando Lisi spara sul busto dello stoico Masullo. Al 39’, al culmine d’una manovra corale, retropassaggio stilnovistico di Potenza. Il giovane trequartista si rifà un paio di minuti dopo: colpo radente da fuori, il legno (che legno non è, mannaggia alla retorica…) respinge, il puntero sudamericano s’avventa sul pallone, ma non becca la porta. Pochi istanti dopo, stacco di Iannini, l’estremo del Savoia con l’aiuto della traversa congela (ehm…) il risultato. Sull’angolo, incornata di Pignatta e Pariggiano, sulla linea bianca, rimanda l’infarto di La Cava.

Lingua penzoloni, i leoni escono dal campo. Rifiateranno negli spogliatoi, ma non quanto potrà bastare per risalire. La ripresa è piena zeppa di mischie furibonde e affannose, nient’altro. Iannini, pur dannandosi, carola, soave e possente, fra avversari famelici, ma non riesce a cambiare l’inerzia della gara. In trequarti d’ora, un paio di mail di Di Matera al portiere avverso e un paio di contropiede altrui piuttosto abborracciati.

Il Savoia fugge via fuffigno coi tre punti sotto il braccio. Sui gradoni più neri che grigi del “Città degli Ulivi” monta la contestazione di chi è inarrivabile allenatore ed impeccabile dirigente in giacca, cravatta e giubbottone, senza rischiare una stilla del suo sudore o un centesimo del suo patrimonio. I nazgul sono un po’ delusi, certo, ma non chetano le ugole per sostenere i beniamini. Il Bitonto – per la prima volta tonfato maldestramente in casa, in questa stagione – è ancora secondo, appaiato all’Aversa, a sua volta bloccato dal Brindisi, però il Barletta è sei lunghezze più su.

Non diciamo che è finita solo per cieco amore per i colori neroverdi. Ma, vi preghiamo, non fatene una immane, tremenda, universale tragedia. Per avere un suggerimento saggio sul valore vero della vita, chiedete al piccolo Luca Mongelli, che lotta quotidianamente per non spegnersi con la lucente, dolente forza del suo cuore bambino.

Tutto il resto: urla, grida, critiche, offese ed alti lai, sono inimitabili, ineguagliabili, gigantesche puttanate…

BITONTO
: Galeano, Cantatore (66’ Di Matera), de Pasquale, Sanso, Maglione, Msarcosano, Modesto, Iannini, Pignatta, Potenza (60’ Costantino), Lisi (52’ Giuntoli). A disp.: Montagna, Cofani, Scarlato, Viola. All.: Zunico

SAVOIA: Fasullo, Salvatore, Pariggiano (80’ Barone), Chisena, Riccio, Scognamiglio, Semplice, Siciliano (77’ Esposito), Prisco, De Rosa, Stanzione. A disp.: Ingenito, Immobile, La Monica, Santoro, Abate. All.: La Cava

ARBITRO: Aloisi di Avezzano

MARCATORE: 13’ Stanzione

NOTE: Spettatori 1200 circa. Ammoniti: Cantatore, Pignatta e Potenza per il Bitonto, Pariggiano, Semplice e Stanzione per il Savoia. Calci d’angolo: 5 a 2 per il Bitonto. Recupero: 1’pt, 4’st.