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Libreria Laterza: incontro su Pil, famiglia e sicurezza. Presente anche Mons. Cacucci | Stampa |
di Redazione   
giovedì 31 gennaio 2008
Martedì 5 febbraio presso la Libreria Laterza di via Sparano a Bari si discuterà di PIL, Famiglia e Sicurezza, in un incontro moderato daRoberto Lorusso, autore con Nello De Padova del libro DePILiamoci-Liberarsi del PIL superfluo ed essere felici (Editori Riuniti, 2007). Interverranno il sindaco di Bari, dott. Michele Emiliano, il prefetto, dott. Carlo Schiraldi, e monsignor Francesco Cacucci,arcivescovo di Bari-Bitonto.
Con questo nuovo incontro prosegue “l’opera pastorale” del progetto DePILiamoci, attraverso il quale si vuole far riflettere la comunità sulla possibilità di superare il circolo vizioso del PIL (Prodotto Interno Lordo) per attivare il circolo virtuoso del BIL (Benessere Interno Lordo). Vivere perseguendo il BIL e rinunciando al consumismo a ogni costo è molto più semplice di quanto si creda, non richiede grandi sforzi e sacrifici o particolari rinunce, ma solo un po’ di buona volontà e voglia di impegnarsi per garantire alle generazioni future il soddisfacimento dei propri bisogni.
E’ stato monsignor Giovan Battista Pichierri, arcivescovo di Trani, a definire quella di Lorusso e De Padova “un’opera pastorale che va portata avanti perché dobbiamo imparare a comunicare di più. Questo fa bene alla crescita dell’Essere”. Monsignor Pichierri ha partecipato a un precedente incontro tenuto dagli autori di DePILiamoci a Barletta, durante il quale ha dato piena approvazione al progetto e ha invitato la comunità a responsabilizzarsi, “perché ormai si vive osando e divertendosi senza pensare se quello che facciamo sia utile per il bene comune”. Presente all’incontro anche il sindaco di Barletta, Nicola Maffei, che ha auspicato che la nostra società possa essere tanto matura da intraprendere uno stile di vita quotidiano e un’azione di governo mirati alla ricerca/offerta di beni e non di merci.
E’ importante, comunque, avere la consapevolezza che proprio le famiglie possono essere il punto di partenza del cambiamento: si pensi alle famiglie responsabilmente numerose, capaci di crescere in economia e benessere i loro figli.
“Mediante l'opera educativa dei genitori, la famiglia forma l'uomo alla pienezza della sua dignità secondo tutte le sue dimensioni, compresa quella sociale – dicono gli autori -. La qualità dei lavoratori del futuro (quelli dell’era virtuale) è assicurata purché, in età scolare - con le parole e la testimonianza dei genitori - siano stati educati al dialogo, all'incontro, alla socialità, alla legalità, al sacrificio, allo studio, a svolgere i servizi di casa, alla solidarietà. Tutto questo fa crescere il BIL.”
Il compito di educare i propri figli, specie in una civiltà in cui tutti (scuola, televisione, libri, internet, ecc.) – si legge nel libro - tramite continue esemplificazioni danno modelli da seguire (tutti impregnati della cultura individualista dominante) non condivisibili, è un compito ampio che richiede tempo, preparazione ed una responsabilità non delegabile a nessuno. I genitori che interpretano dignitosamente tale ruolo rendono un servizio all’intera società.