|
La storia infinita dell’altalena, puntata numero mille e passa. Oggi tocca al Barletta sdrucciolare giù alla seconda piazza e lasciare la vetta ai bitontini. Probabilmente, l’ebbrezza dell’altura durerà meno d’un dì. Ma, per l’intanto, il Bitonto supera nettamente il Lavello-Cenerentola e si issa lassù.
Non bastano fierezza e cuore all’asilo Lavello per aver ragione della corazzata neroverde. Che, dal suo canto, finisce per sopraffare gl’implumi lucani quasi per inerzia, non per brillantezza di manovra.
Il piglio volonteroso dei gialloblu è già d’eccellenza. Presto, purtroppo, lo sarà anche il campionato.
Tuttavia, l’allenatore Inguscio non ordina ai suoi di chiudersi… in guscio difensivo e dà loro incosciente carta candida. Mister Zunico, su suggerimento del giudice sportivo, ha da rimediare all’assenza di ben tre pedine: Di Donato a destra (convocato dalla rappresentativa per il Mundial viareggino) ed esterno basso sarà il pescarese Cofani, l’insuperabile Maglione, surrogato dal giovane Scarlato, e il puledro bitontino Modesto, sostituito da un altrettanto scalpitante Potenza, che risulterà uno dei migliori.
Per il resto, centrocampo ferrigno con Sanso ubiquo e l’immenso Iannini, e trio d’attacco terrifico: piedesoave Buttazzoni alle spalle di re scorpione Ferrara e il guizzante Giuntoli.
Eppure, l’incipit della gara, sotto la gloria d’un cielo terso, è quasi scioccante. Bimbi ospiti azzannanti su ogni palla, leoncelli sbadiglianti, manco fossero circensi assopiti in vena di mera, disutile ostentazione di sé. Così, dopo dieci minuti, Santarsiero sgroppa sulla destra e scodella al centro, la sfera rotola al limite dove Laus (occhio, stiamo per spararvi il trito nomen omen: in latino il cognome del pedatore vale “lode”. Ergo: elogi per lui) silura sotto la traversa, fulminando il peraltro inoperoso Galeano.
La fionda di Davide ha scalfito il calcagno di Golia.
Mugugni e qualche lazzo sui gradoni bigi del “Città degli Ulivi”. Non sgomento, però. I valori veri – qualcuno confida – prima o poi aggalleranno.
Al quarto d’ora Giuntoli, scovato dal trequartista sudamericano in posizione seconda, si divora un’occasione colossale. Al 20’ solito lancio lungo, velo di Ferrara e finalmente l’ex puntero della Cisco Roma buggera Pirolo e insacca: pareggio. Potenza, ansioso di strabiliare il mondo, carola lieve tra gli avversari e lancia l’altro attaccante panormita, che di testa anticipa il portiere lavellese e firma il raddoppio. A tre dall’intervallo, il nostro Zizou, Iannini, pennella una parabola chilometrica e piazza ancora Giuntoli lì, solo davanti a Pirolo: 3 a 1. Nel recupero, flebile conclusione di Ferrara.
Si riparte e lo schema prediletto dei bitontini sembra essere eliocentrico (ci perdoni, in questo caso, il genio Galileo Galilei): cioè, sulla corsia illuminata dal sole si gioca, ove l’ombra regna, rari giungono i palloni.
Al 16’ puerile retropassaggio di Ferrara. Contro il tedio diffuso, ci pensa un assistente di Metelli, quello piazzato sotto la tribuna, a scatenare l’ilarità generale, levando, comico e improvvido al contempo, in più d’un’occasione la bandierina. D’urgenza, il pubblico lo esorta a far uso alternativo dell’attrezzo che lo contraddistingue come guarda(?)linee.
Il conducator campano annusa l’aria e rinnovella il vigore della sua banda inserendo l’animoso Lisi, il piccolo Di Matera, inafferrabile facsimile di Giovinco, e il dinamico Vitelli. Gli effetti sono immediati.
Punizione dalla trequarti dello gnomo sublime, al 42’, iniquo arriva il microcolpo di testa di Lisi ad un decimetro dalla linea: gol rapinoso in tutti i sensi.
Passano centoventi secondi e Potenza devasta la fascia sinistra e offre al piattone di Vitelli l’opportunità della cinquina: traversa.
Pokerissimo rimandato di un nonnulla. Minuto quarantasei: dal cilindro magico Di Matera estrae un assist che pare un coniglio e Ferrara, venefico siccome un cobra, sigla il 5 a 1 e tira giù la serranda della gara.
Sulla cima del girone, capitan Iannini, Aldrin redivivo, sotterra la bandiera biancorossa e ci pianta il vessillo neroverde, con tanto di leone ruggente. Ok, d’accordo, tra ventiquattrore i cugini barlettani ci sorpasseranno ancora.
Ma noi continuiamo ad essere fiduciosi…
BITONTO: Galeano, Cofani, De Pasquale (83’ Vitelli), Sanso, Piccirillo, Marcosano, Potenza, Iannini, Ferrara, Buttazzoni (77’ Di Matera), Giuntoli (61’ Lisi). A disp.: Montagna, Falco, Scarlato, Costantino. All.: Zunico
LAVELLO: Pirolo, Damiano, Latorraca, Carretta, Tavarone (47’ Di Ciommo), Santarsiero, Legnante, Di Masi (46’ Galluccio), De Martiis (20’ Urana), Laus, Vicidomini. A disp.: di Noia, De Leonardis, Colonna, Pugliese. All.: Inguscio
ARBITRO: Metelli di Chiari
MARCATORI: 10’ Laus (L), 20’ Giuntoli (B), 24’ Ferrara (B), 42’ Giuntoli (B), 87’ Lisi (B), 91’ Ferrara (B)
NOTE: Spettatori 1200 circa. Calci d’angolo 5-0 per il Bitonto. Ammoniti: Di Ciommo (L), Legnante (L), Vicidomini (L), Ferrara (B). Recupero: 1’pt+3’st. |