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VIAGGIO INTORNO ALL'UOMO

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Pino Gesualdo e Rita Ricci

dal 10 al 18 maggio 2008
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Tragedia nel milanese, muoiono tre persone di origini bitontine | Stampa |
di Redazione   
mercoledì 26 dicembre 2007

L'albero di Natale addobbato, i regali confezionati ai suoi piedi, nessun segno apparente di colluttazione, per terra tre cadaveri: lui, lo sparatore, titolare di un'impresa di lavori di idraulica, la moglie e il suocero. Questa la scena che si è presentata ieri in una villetta di Assago ai carabinieri e ai soccorritori del 118 chiamati dal genero dell'omicida, in fuga dalla casa.

Ancora sconosciute le cause della tragedia, maturata forse tra dissidi vecchi e non sopiti tra l'uomo, Raffaele Saracino di 51 anni, descritto come una persona per bene sia dai vicini che dal cognato che invano ha tentato di ridurlo alla ragione (unico testimone dei minuti precedenti), la moglie Graziella Murgolo, di 43 anni, e il padre di lei Arcangelo, di 70 che vive con la propria moglie per sei mesi l'anno a Bitonto, nel barese. La tragedia ha un prologo alle 13 quando, nel piccolo soggiorno della villetta, si trovano la coppia, i tre figli (un ragazzo di 22 e due ragazze di 11 e sette anni). La discussione tra loro si conclude quando i ragazzi si allontanano, il più grande sbattendo la porta ed esclamando: "anche a Natale bisogna litigare". Più tardi arrivano il suocero e il cognato, Emanuele Murgolo di 46 anni.
La discussione prosegue animata, ma senza trascendere. Poi la moglie dell'artigiano chiede ai due di andarsene. Tempo dopo li richiama pregandoli di venire di nuovo. Il fratello della moglie, sono le 18, trova il cognato armato di una pistola (una semiautomatica calibro 22 con la matricola limata). Raffaele Saracino lo minaccia e gli intima di andarsene. Lui obbedisce, scende nel box e ode gli spari. Sale di nuovo e trova per terra la sorella e il proprio padre. Viene ancora minacciato dal cognato, ormai sconvolto e fuori di sé. Saracino arma di nuovo la pistola e gliela punta contro. A questo punto Emanuele Murgolo scappa. Chiama il '118' e il '112'. Teme di essere inseguito dal cognato. Quando dopo pochi minuti i carabinieri di Corsico arrivano, la tragedia si è consumata del tutto: anche l'imprenditore si é sparato, molto probabilmente un colpo in bocca. I soccorritori tentato la rianimazione della donna, che però muore tra le loro braccia. 

(fonte: ansa.it)