home arrow Sport arrow U.S.Bitonto, adesso rimbocchiamoci le maniche
BLOG


Scrivi il tuo commento
sulle vicende della città


Notizie
Politica e Attualità
Società e Costume
Cultura e Spettacolo
Sport
Comune di Bitonto
Tutte le notizie
Archivio
Cerca la notizia
Mostra


VIAGGIO INTORNO ALL'UOMO

personali di
Pino Gesualdo e Rita Ricci

dal 10 al 18 maggio 2008
presso la redazione di
"Primo piano"

Prima pagina
PRIMA PAGINA

OOPS. Your Flash player is missing or outdated.Click here to update your player so you can see this content.
Evento partner

www.bitontojazz.com 

Chi è online
AREA REDATTORI
Login
U.S.Bitonto, adesso rimbocchiamoci le maniche | Stampa |
di Francesco Paolo Sicolo   
lunedì 10 dicembre 2007
Il Bitonto perde la testa della classifica e, quel che preoccupa, non sa più vincere. È come se i ragazzi in campo, per quanto ci mettano impegno e buona volontà, abbiano smarrito il fosforo delle prime giornate e la sicurezza in sé stessi.
Zunico schiera i suoi nel solito 4-4-2, con Iannini a ispirare Buttazzoni e Ferrara e Modesto e Potenza a spingere sulle fasce con giovanile freschezza. Il Gragnano si ordina sul terreno di gioco in forma speculare, attendendo in difesa le folate neroverdi e ripartendo minace con Polverino, Porzio Ci. e le incursioni di Pagano. Parte col piglio giusto il Bitonto, aggredendo gli spazi, raddoppiando sul portatore di palla, servendo quanto possibile le punte. Ma a tanto lavoro non corrisponde un adeguato punteggio. Tant’è che per venti minuti non si registrano che due colpi di testa di Buttazzoni, alti sulla traversa, un tiro morbido di Modesto e una frustata centrale di Moccia per i campani. Si ha però l’impressione che gli avversari non siano venuti allo “Stadio degli Ulivi” solo per non prenderle, ma quando possono s’affacciano nella metà campo bitontina pericolosamente. Come al 23’, quando su cross di Pagano svetta Polverino, che incorna sicuro. Galeano balza felino e devia a sinistra, dove Marcosano provvede a spazzare. O come al 41’, quando in area neroverde sempre il lungo attaccante campano si esibisce in palleggio e tiro esaltando l’estremo locale. Prima, però, che Operato di Isernia fischi la fine del primo tempo un sussulto neroverde. Sanso calcia in mischia, la palla termina sui piedi di Buttazzoni che sorpreso da inaspettata grazia tira debolmente tra le braccia di Ambra.
Rientro in campo delle squadre. Il pubblico bitontino crede nella vittoria. Si deve vincere, anzi, per mantenere il passo del Barletta. Si rivede Pignatta, reduce da un fastidioso infortunio agli adduttori. E per la verità i ragazzi di Zunico riprendono a giocare con una certa convinzione. Solo che la foga neroverde si spegne dopo due minuti. La punizione di Marcosano aggira la barriera, Ambra si distende all’angolo destro e a mano piena devia in angolo. In quel momento le ultime sicurezze vacillano, tremano, si disperdono. Gli assalti dei leoncelli si riducono a campanili e a lanci, che sono ghiotto bottino per i difensori avversari. Il terreno, poi, pesante e zolloso non aiuta gli stanchi bitontini. In compenso, ne approfitta il Gragnano che va molto vicino alla segnatura, prima al 25’ con Polverino servito in area da Porzio Ci. (ben piazzato l’estremo bitontino), poi al 36’, quando Galeano e Scarlato incerti e sbadati preparano un cardiopatico consommé offrendo la palla a porta vuotissima a Porzio. Il panico sugli spalti. La buona sorte in campo. La sfera umida schizza sui piedi della mezzapunta campana e va fuori. Tirato un sospirone, gli spettatori cantano tutti come per infiammare l’animo fiero dei ragazzi all’ultimo sforzo. Zunico butta nella mischia Lio e Liso per garantire alla manovra maggior spinta. Al 48’ sembra davvero realizzarsi il miracolo. Discesa imprendibile di Iannini, che smarca al centro area Modesto. La porta è spalancata. I difensori avversari prefigurano il gol, immobili. Forse una zolla infida, forse il piedino (l’equivalente del braccino dei tennisti italici) in tensione, il tiro della speranza punta il cielo fino a perdersi.
Triplice fischio. Il Gragnano festeggia come avesse vinto una finale, il Bitonto esce comunque tra gli applausi di un pubblico che crede ancora in un sogno, da cui sarebbe bello non svegliarsi mai. Allora, che fare? Ripartire da zero, come se non fossimo mai stati primi in classifica. Giocare ogni partita come se si rischiasse ogni domenica la retrocessione. Tapparsi le orecchie. Perché qualche mugugno tra gli spalti fa presagire maltempo. E i bitontini, si sa, hanno memoria corta e invece di riflettere (il pareggio di oggi, per esempio, è stato un esempio di insicurezza, come dire che la squadra possiede quelle note potenzialità, che i recenti risultati hanno infiacchito), declamano epicedi, scoprono avelli e cimiteri, e non vedono l’ora di pronunciare la fatidica e stupida frase “s’è rotto il giocattolo”. Nella speranza che non rompano i giocattoli al traghettatore. Da Cristoforo Colombo a Caronte.

BITONTO
: Galeano, Cantatore, De Pasquale, Sanso, Scarlato, Marcosano, Modesto, Potenza (46’ Pignatta), Ferrara (74’ Lisi), Iannini, Buttazzoni (64’ Lio). A disp.: Montagna, Falco, Salerno, Manzo. All.: Zunico
GRAGNANO: Ambra, Pagano, Porzio Ca., Temponi, Coccorullo, Imparato, Moccia, Bencardino, Procentese (50’ Lucarelli, 78’ Calendo), Porzio Ci., Polverino (80’ Inserra). A disp.: Manzella, Gargiulo, Cappiello, Delgaudio. All.: Foglia Manzillo
ARBITRO: Operato di Isernia
NOTE: Spettatori: 1200 circa. Calci d’angolo: 5 a 1 per il Bitonto. Ammoniti: Scarlato, Modesto, De Pasquale per il Bitonto; Imparato, Coccorullo, Porzio Ca. per il Gragnano.