E meno male che pure il Barletta è stato stoppato in casa dal Quarto, altrimenti li avremmo avuti addosso, i biancorossi. I neroverdi, ancora imbattuti, impattano con l’Ischia e, quel che è più grave, appaiono un po’ scarichi.
La partita. Gabriele era un ragazzo sempre sorridente, aveva nel cuore la musica, faceva il dee jay ed era molto noto nell’Urbe, nel sangue palpitavano i colori biancazzurri della Lazio: una pallottola assassina (che hanno provato a far passare per casuale) gli ha polverizzato le ali.
Daniele era appena più grande, era in una terra lontana dove la guerra, anche quella subdola dei terroristi, è pane quotidiano, amava i motori e la pesca in solitudine, s’è lanciato contro un kamikaze mortifero per difendere i bambini: anche per lui non è più vita. Sono entrambi il segno dei nostri tempi. È sacrosanto, dunque, che si osservi un minuto di silenzio, di dolore, di riflessione in tutti i campi. Altrettanto, non è assolutamente giusto che dei due il secondo, il maresciallo Paladini, si debba meritare le terga inique ed empie degli ultra. Vabbè, che lì dov’è ora, a Daniele tutto questo avrà fatto appena il solletico…
Comunque. Un muro cinerognolo a mezzo lutto, travestito da cielo, ci dà l’idea di quanto sarà monocroma la gara di questa domenica incerta.
Il Bitonto rischia grosso. Mister Zunico riserva un posto in panca all’ubiquo Iannini, forse obnubilato dal gossip che potrebbe affascinare chi trascina la capolista. Dentro: Lio esterno, che risulterà davvero impalpabile, astrazion fatta per un cross, e l’argentino Buttazzoni. Rimbalzeranno, alternativamente, da una fascia all’altra, col sudamericano molto più efficace. Davanti, la coppia Lisi-Ferrara: punte brevilinee e rapinose d’area di rigore, non hanno nel codice genetico l’abilità d’accorciare le distanze col settore mediano. Dove Manzo fa il frangiflutti e Sanso, fuori ruolo, arranca. I campani, dall’altro lato, stanno accucciati dietro senza tapparsi troppo, ripartendo con combinazioni esteticamente apprezzabili. Nel primo tempo il rettangolo verde si tramuta in un trafficato call center: telefonate di qua e di là a collaudare appena i guantoni dei due portieri. Al 4’ è Lio a chiedere a Celli come sta: ok, tutto bene. Premuroso, cinque minuti dopo, Lo Gatto fa la medesima cosa con Galeano: gentilezza ricambiata. Sessanta secondi e Costantini zufola una punizione a centrocampo a favore di Ferrara e perde il fischietto di fra l’erba: grave menomazione sarebbe, se ci si riferisse non all’aggeggio sonoro, bensì al sinonimo nel nostro vernacolo.
Perdonate l’innocente celia e riprendiam la cronaca. Formidabile (nomen non omen, ci permettiamo di dissentire stavolta dagli antichi padri togati), probabilmente ignaro, chiama di nuovo l’estremo neroverde, che conferma la sua interiore serenità. Alla mezzora è il fantasista Butta a carezzare il goalkeeper ischitano. Cinque minuti e pure Lisi si rassicura sulle di lui condizioni. Al 42’, finalmente, Lio scodella un traversone millimetrico per Ferrara, che di testa colpisce Celli.
Intervallo, s’alza Iannini dalla panchina e allaccia gli scarpini: boato del pubblico. Lo Zidane dell’Interregionale (meno tecnico e più ruvido), appena sbircia il prato, sgroppa all’impazzata in ogni dove. Infatti, al 56’, libera di tacco Buttazzoni che controlla, zompa due avversari e di destro centra l’angolo basso alla sinistra del portiere avverso. Tripudio e fine dell’incubo? Macchè. Al 61’ Trofa mette al centro una sfera senza pretese: Maglione s’appisola, rimbalzo puerile e Pirro inzucca una palombella prendingiro: pareggio. I leoncelli sono sdentati, gli ospiti si fanno più osi. Ad un quarto d’ora dal termine, Pirro viene fermato dal piede portentoso di Galeano. Il quale, più tardi, mostra qualche titubanza su una conclusione innocua di Formidabile. Folate tambureggianti per i nostri con Iannini, Sanso, Potenza e Ferrara, ma tiri: nisba.
Triplice trillo del direttore perugino, che, a differenza dei colleghi precedentemente ammirati al “Città degli Ulivi” – era ora! –, grandi danni non ne ha fatti. Qualcuno applaude timidamente, qualcun altro mugugna. Si va via pensosi, tutti quanti. Si spera nel Barletta, che è riuscito a pareggiare in casa col Quarto. Restiamo imbattuti, ma ci tormentano innumeri dubbi…
BITONTO: Galeano, Di Donato, De Pasquale, Manzo (70’ Cimadomo), Maglione, Marcosano, Sanso, Lio (52’ Iannini), Ferrara, Buttazzoni, Lisi (64’ Potenza). A disp.: Montagna, Scarlato, Falco, Modesto. All.: Zunico
ISCHIA: Celli, Olivieri, Accurso, Di Meglio, Mattera, Monti (31’ Castaldo), Trofa (70’ Di Ruocco), Orefice (90’ Battaglia), Pirro, Lo Gatto, Formidabile. A disp.: Coppeta, Mainolfi, Di Manso, Costanzo. All.: Impagliazzo
ARBITRO: Costantini di Perugina
MARCATORI: 56’ Buttazzoni (B), 61’ Pirro (I)
NOTE: Spettatori: 1200 circa. Calci d’angolo: 5 a 2 per il Bitonto. Ammoniti: De Pasquale per il Bitonto; Monti, Orefice e Lo Gatto per l’Ischia. |