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Nuova tac nell'ospedale di Bitonto |
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di Redazione
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sabato 17 novembre 2007 |
«L'ospedale di Bitonto è un esempio importante di ciò che può drenare la domanda di salute dei cittadini, evitando di finire nei grandi ospedali dove c'è ingorgo e inflazione di richieste che non può essere minimamente governata». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, inaugurando il servizio Tac del nosocomio bitontino con il Commissario straordinario della Ausl Bari, Lea Casentino, e visitando i nuovi reparti di medicina di lungodegenza e dialisi.
Dopo la struttura di Bitonto il presidente della Regione ha inaugurato a Capurso il Consultorio familiare del Distretto socio sanitario n. 5, che interessa i Comuni di Adelfia, Capurso, Cellamare, Triggiano e Valenzano.
Parlando dell’ospedale di Bitonto, Vendola ha sottolineato che «due anni fa era un residuo borbonico e una sorta di discarica». «Oggi – ha spiegato – funziona come un centro intermedio tra la domanda del territorio di salute e i punti apicali di alta complessità e specializzazione. Abbiamo messo in funzione un centro dialisi, accogliente, completo e moderno. Abbiamo visto operativo un reparto di lungodegenza. Abbiamo l'obiettivo di rendere il day surgery (chirurgia in regime di ricovero limitato alle sole ore del giorno o con un solo pernottamento – n.d.r.) a tempo pieno e credo che il “pronto soccorso” potrà completare una struttura che va guardata nel complesso di Bitonto».
Vendola ha anche ricordato che a Bitonto è «imminente» l'inaugurazione del centro Alzheimer e che di recente è stato inaugurato l’Hospice per le cure palliative e l’accompagnamento dell’ultimo tratto di vita degli ammalati gravi (in Puglia ne esistono quattro, secondo i dati della federazione Cure Palliative Onlus).
«Interventi chirurgici di bassa complessità – ha aggiunto il presidente – possono essere fatti qui in giornata e dare la sensazione ai cittadini di una medicina più vicina alle loro esigenze e soprattutto consentire ai grandi poli d’impegnarsi, diminuendo le liste d’attesa sugli interventi di alta complessità». Per Bitonto – ha concluso Vendola – «credo si tratti di un passo in avanti e ancora una volta stiamo immaginando esempi di come possa essere l’evoluzione del sistema sanitario pugliese».
(fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno)
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