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Il Bitonto batte anche il Pomigliano e allunga in classifica | Stampa |
di Mario Sicolo   
venerdì 2 novembre 2007
La capolista è sempre più in fuga. Batte il Pomigliano, al termine di una gara durissima, approfitta degli scivoloni di Barletta e Brindisi e allunga a +7 sulle inseguitrici.
Amici cari, questa capolista è proprio proteiforme. Ha mille volti. Cambia atteggiamento a seconda delle situazioni, che si ritrova ad affrontare. È un versato camaleonte. Un Fregoli impareggiabile. Mai perdendo l’energia belluina, mai rinfoderando gli artigli, però.
Così, anche quando sembra tutto perduto, risorge più invincibile di prima.
C’è da essere fieri di questo Bitonto che allunga decisamente in vetta e si protende verso la C2 con fare deciso ed imperterrito.
Oggi, sotto un cielo torvo simile ad una lapide scura, che faceva venire giù pioggia come da otri, il prato inizialmente smeraldino, poi motoso, davvero era eroico uscire vincitori. Soprattutto se si considera che di fronte c’erano i campani del Pomigliano, tutti acquartierati con ordine dietro e pronti d’un subito a ripartire per vulnerare i fianchi, che, di volta in volta, si scoprivano nella retroguardia di casa. Destava stupore il fatto che mister Zunico presentasse dapprincipio una formazione spuntata, con Iannini snaturato in attacco e Buttazzoni a fargli da affannato supporto. Il centrocampo, privo del puntero di giornata, s’infiacchiva improvvisamente. Per di più, quando i granata avanzavano, i nostri rinculavano troppo, fino a subire l’iniziativa altrui.
Sarà stato lo schema insolito, sarà stato il campo ridotto a risaia, certo è che i primi minuti parevano improntati ad una tattica saggia tanto da affondare le sue radici nella tradizione butunitina. Tattica che è pure un’invocazione alla sfera, simbolo della casualità del vivere: palla, orsù, fai tu! (traduzione in cozzalo: Pall fa tiu!)
Sennonché, da uno di quei palloni scagliati senza troppa convinzione in area, il signor Romani di Modena – decisamente imbambolato – coglieva una trattenuta di Maglione su Pastore e decretava il rigore. Dal dischetto, il medesimo attaccante batteva Galeano, che pure aveva intuito. Il Bitonto, mutilo in fase offensiva, non pungeva. Il tecnico napoletano buttava nella mischia Lisi e le cose un po’ cambiavano. Prima Buttazzoni con una puntata fievole sfiorava il montante, poi ancora il sudamericano di collo esterno da fuori impegnava Gatti, infine Lisi veniva rimpallato da Liberti sulla linea, in seguito ad un furioso acciaccapesta in area.
L’intervallo pareva non portar consiglio ai ventidue zuppi di acqua. Centoventi secondi e i campani fallivano il colpo del kappaò. D’Avanzo con stile fuggiva verso l’area nostra e buggerava Galeano. Fiato sospeso. Di lassù, dal monte sacro Olimpo, un’altra figura multianime interveniva: Giove, sia Pluvio che Eupalla, come insegnava il maestro inarrivabile Giannibrerafucarlo, si materializzava in una pozza lutulenta che frenava il cuoio. Era un tripudio di cuori felici. Svincolato dal terrore di soccombere, il Bitonto si catapultava in avanti e conquistava con ferina forza i tre punti. Ad un respiro dalla mezz’ora, corner di Buttazzoni, piattone di Potenza e tocco scaltro di Lisi: pareggio. Sette minuti dopo, il nostro Vincenzo Modesto, nostro perché bitontino purosangue, imperversava sulla corsia di destra e scodellava al centro, Potenza incornava sotto la traversa: sorpasso. La rabbia degli ospiti era chiusa tutta in una traversa colpita da Stasio su corta respinta di Galeano. Ma non c’era più tempo.
Il terreno di gioco era tutto neroverde, un segnale d’anànke (la sorte come necessità, per gli antichi greci) pure questo. Calciatori in apoteosi e tifosi letteralmente in paradiso. Barletta e Brindisi – giungevano nuove, buone, buonissime nuove dagli altri campi –, pensando troppo allo scontro fratricida di domenica prossima, erano sdrucciolate a glutei per terra ambedue con Savoia e Sapri.
Esultate, bitontini di tutto il mondo, la vostra squadra è la prima della classe con sette lunghezze di vantaggio sui cugini biancorossi e, massime, è la compagine più forte di tutta Italia.
Sì, nei diversi campionati che colorano lo Stivale, non ce n’è una che possa vantare il passo (9 vittorie ed un solo pareggio) e la difesa (unicamente due reti al passivo) dei leoncelli.
Siamo unici…
I Tabellini
BITONTO: Galeano; Di Donato, Maglione, Marcosano, De Pasquale; Sanso (54’ Modesto), Manzo (32’ Lisi), Cimadomo (71’ Potenza), Lio; Buttazzoni, Iannini. A disp.: Montagna, De Palma, Scarlato, Cantatore. All.: Zunico
POMIGLIANO: Gatti; Bianciardi, Carrieri, Nicoletti, Ferullo (71’ Genco); Pignalosa (62’ Stasio) Liberti, Ausiello, Viscido; D’Avanzo, Pastore (53’ Giacinto). A disp.: Vigliotti, Pirozzi N., Castaldi, Monaco. All.: Pirozzi E.
ARBITRO: Romani di Modena
MARCATORI: 18’ Pastore (P) su rig., 73’ Lisi (B), 80’ Potenza (B)
NOTE: Al 20’st vengono espulsi Marcosano (B) e Ausiello (P) per reciproche scorrettezze. Ammoniti: Di Donato, Maglione, Buttazzoni, Lisi per il Bitonto, Bianciardi, Viscido per il Pomigliano. Spettatori 2000 circa. Calci d’angolo: 4-2 per il Bitonto. Recuperi: 2’pt+5’st.