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Servizi Sociali, a Bitonto una mappa della professionalità | Stampa |
di Ufficio Stampa Comune di Bitonto   
martedì 30 ottobre 2007
Donna, trentenne, laureata, lavoratrice dipendente (ma volontaria in un caso su quattro). Opera nelle aree disabili, salute, infanzia, famiglia e anziani. Fa largo uso di competenze legate all’assistenza e all’efficacia personale, ma ciò che chiede è soprattutto: più formazione di tipo manageriale. In estrema sintesi, è il profilo-tipo di chi lavora nei servizi sociali di Bitonto, comune che si è appena dotato della prima mappatura delle varie professionalità impegnate nel settore. Ciò nell’ambito del progetto sperimentale Modus, legato - attraverso i Por della Regione Puglia - al prossimo piano sociale di zona (ambito comprendente anche Palo del Colle).
L’analisi ha riguardato ben 40 enti pubblici e privati, cooperative sociali ed associazioni, attraverso 127 questionari strutturati, da cui ad esempio emerge il quadro delle figure più impegnate: operatore sociosanitario (49%), educatore professionale (9%), assistente sociale (10%), servizi ausiliari (5%), dirigente (13%), psicologo (9%); a seguire l’animatore socio-educativo e altro.
Ogni tipologia è stata radiografata: dalle informazioni socio-anagrafiche alle caratteristiche operative delle professioni, dalle competenze ai bisogni, fino alle considerazioni sulle trasformazioni in atto nel settore: i risultati saranno presentati in un workshop giovedì 8 novembre a Bitonto, alle 17 in Comune (Sala degli Specchi);interverranno il sindaco Nicola Pice, l’assessore ai servizi sociali Francesco Ricci,Damiano Maggio dell’Ifoc; Amelia Manuti, Valeria Piras e Cristina Epifani del Dipartimento di Psicologia dell’Ateneo barese; quindi gli esperti Anna Totaro, Adele Girone, Vincenzo Picardi, Pasqua Demetrio e Antonella Sisto.
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Attivato in rete da Ifoc (capofila), Dipartimento di Psicologia dell’Ateneo di Bari, Centro Studi Erasmo e Fondazione G. Di Vagno, Modus testa nuovi modelli di analisi delle politiche sociali e dei servizi attraverso una doppia azione: un sistema permanente di rilevazione di domanda e offerta di servizi, e - appunto - una ricerca sui bisogni formativi degli operatori sociali del pubblico e del privato. Affiancate - a rafforzare l’efficacia - dall’analisi, ormai prossima, della spesa sociale in atto nei comuni del Piano.
Partito a marzo per concludersi entro l’anno, Modus procede per fasi: dopo la condivisione degli obiettivi della ricerca, attraverso workshop, seminari e focus group con in tutto una trentina di referenti del pubblico e del privato, è emersa l’area prioritaria su cui concentrarsi: quella dell’inclusione sociale (declinata in quattro sottoaree: formazione e lavoro, legalità e devianza, povertà, accesso ai servizi). Sono ora in corso interviste semistrutturate per la rilevazione dei servizi e della spesa sociale, a cui seguiranno seminari per trasferire i risultati, la creazione di un database dei fenomeni emersi, un dossier sull’evoluzione di domanda e offerta dei servizi sociali negli ultimi due anni.