Ancora un successo per i neroverdi, ora a +4 sul Barletta
Settima vittoria su otto partite per la banda di mister Giacomo Zunico e bandiera neroverde che sventola fiero sulla cima del girone H del campionato di serie D.
Il meriggio ha nuvole grigie come un tormento, pigra la luce del sole dorme chissà dove.
Come ogni domenica (ma oggi è sabato, perché per gli anargiri Cosma e Damiano si fa questo e altro e pure la Lega Dilettanti deve piegarsi all’alto volere. Vuolsi così colà…), l’anziano signore con passo dolce e dolente accompagna il figlio sugli spalti del “Città degli Ulivi”, gli sistema sul seggiolino un cuscino neroverde, come il sangue che gli scorre dentro, e comincia, con voce squillante, ad esortare i suoi eroi.
Sono appena le 15 e il signore, accorato, incita Iannini. Da sotto la maschera, l’invitto gladiatore lancia uno sguardo che pare voglia dire: non preoccupatevi, anche oggi ci penserò io.
Guardate, gentili lettori, che dappertutto ci seguite fedeli e pazienti, è questo meraviglioso, singolare, unico legame che stringe in un solo cuore, adesso, in queste giornate radiose a prescindere, calciatori e tifosi. È bellissimo: durante la gara sentite uomini esperti e fanciulle leggiadre, vecchi striduli e bimbi ululanti, perfino i politici nostri, sinceramente partecipi (era ora!) palpitare all’unisono con gli irriducibili leoncelli, che proprio di perdere non ne vogliono sapere. È divenuto un tutto monolitico, una granitica muraglia incrollabile, un’idea folle ed esaltante.
Così, nel guantone mirabile di Galeano, che, allo scadere, ha mandato sulla traversa la botta ravvicinata di Colella o nel piede ubiquo di Iannini o nei tuffi pirateschi di Maglione o nella calma olimpica di Marcosano o nel guizzo impertinente del nostro Modesto o nell’inafferrabile fantasia di Pignatta o nel tremendismo stupefacente di Gallicchio c’è la voce di quel padre, lo sguardo di quel bimbo, l’urlo di quell’ultrà. È il miracolo neroverde che si squaderna qui di tra vicoli e corti, in queste ore euforiche.
Ma veniamo alla partita. Mister Zunico calca il prato pensoso, non s’è fidato e punta su un centrocampo ruvido e concreto, solo Buttazzoni ha licenza di fantasia. Giugno mette a riposo Picci e Pagano, per non offrire il destro alle fiammate neroverdi. Primo giro di lancetta: Marcosano s’assopisce, Greco prova i pugni di Galeano. All’11’ è Corazzini nell’area piccola a fermare disperato Sanso. Dopo il quarto d’ora, la stella Ariel Pignatta sgroppa sulla fascia manca e scodella mogio, braccio di Colella e penalty. Gallicchio si fa buggerare dal zompo di Iofrida. Cinque minuti e la punta campana esce col ginocchio malconcio (distorsione?). Al 28’ si concretizza la pressione neroverde. Corner di Butta, ponte di Maglione e testa sotto misura dell’attaccante sudamericano. In un minuto, tutta la furia brindisina: volo di Galeano su conclusione di De Palma, poi Caputo spreca.
L’intervallo suggerisce a Giugno d’inserire Picci in vece di De Leonardis. Al 54’ Maglione sbroglia un’intricata mischia. Al quarto d’ora Marcosano imbecca Fusco, che libera Modesto: controllo e sfera che decolla in cielo. Tre minuti e spettacolo: triangolo vertiginoso tra Fusco e Iannini, che scarica una folgore abilmente sventata dal portiere biancazzurro.
I nostri rinculano timorosi, gli altri avanzano minaci. Al 61’ altra zuffa omerica nei sedici metri neroverdi, Greco manda fuori. Al 35’ ancora Iofrida vincente contro Fusco. Eppoi, il doppio miracolo conclusivo del nostro portiere volante (a proposito, complimenti sinceri al preparatore Leo) su Barca e Pagano (ma, con quel cognome lì, in prossimità della festa dei Santi Medici, cosa pensava di fare?).
E allora, aficionados bitontini di tutto il mondo, unitevi (Karl Marx buonanima mi maledirà…) e, se c’è nelle vicinanze una scatola catodica, sì, insomma: una tivù, consultate ancora, in eterno, per almeno cinque minuti ogni giorno per le prossime due settimane, il Televideo alla pagina 258 e strabuzzate pure gli occhi. Siamo in cima davanti a tutti.
Questo, carissimi, è un sogno neroverdi che potrà divenire realtà solo se tutti quanti sogneremo insieme…
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